Nasce la stazione unica appaltante per i piccoli Comuni

LECCE- Avvio della stazione appaltante unica per tutti i piccoli comuni, bando – di fatto sospeso al momento – per l’affidamento a privati di Palazzo Comi, problemi occupazionali dei dipendenti di Alba Service: è il tris degli argomenti principali che hanno affollato il Consiglio provinciale in mattinata, alla presenza dei tanti dipendenti della partecipata a rischio.
Sebbene ultimo punto della discussione, l’istituzione della Stazione unica appaltante della Provincia di Lecce è una delle svolte più importanti: prevede che per i Comuni al di sotto dei diecimila abitanti e per appalti superiori ai 40mila euro, si dia avvio, appunto, ad un unico centro per la gestione delle gare, in ottica di trasparenza ed economicità e per provare a sgravare i municipi.

Poi, si diceva, lo stallo su Palazzo Comi. Dopo l’alt arrivato dalla Soprintendenza, che ha vietato attività di ristorazione lì come anche nel circolo cittadino, l’altro bene che dovrebbe essere affidato congiuntamente a privati per trent’anni, sulla casa del poeta di Lucugnano è arrivata una nuova tegola per la Provincia: la direzione generale biblioteche del Ministero dei Beni culturali ha ritenuto che l’affidamento a privati “metterebbe a rischio il patrimonio bibliografico e archivistico conservato nel Palazzo in quanto il bando lascia totale discrezione alla ditta assegnataria sulla futura gestione”. Inoltre, la direzione di Bari, nella sua recente nota, ha sottolineato anche il fatto che la competenza in materia dovrebbe passare alla Regione. È un altro vulnus in quel bando di Palazzo dei Celestini. “Gli uffici stanno verificando il contenuto delle note”, ha spiegato il presidente Antonio Gabellone che si è impegnato a relazionare alla conferenza dei capigruppo e in commissione.

Altro nodo, il question time su Alba service, presentato dal consigliere Nunzio Dell’Abate, e la discrasia tra la volontà annunciata di voler salvare la società in liquidazione e l’affidamento continuo a ditte esterne invece che alla partecipata per l’esecuzione dei lavori di manutenzione presso istituti scolastici, immobili e strade di competenza provinciale. Condiviso da tutti, consiglieri e lavoratori e sindacati presenti, l’appello ai parlamentari salentini per mantenere l’emendamento sulla legge di stabilità che destina 30 milioni di euro alla provincia di Lecce per servizi minimi essenziali tra cui scuole e strade.

 

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