Xylella, il giorno clou al Tar e a Bruxelles. Martina “rimprovera” il territorio

LECCE- La valanga di ricorsi contro il piano Silletti è arrivata in tarda mattinata di fronte al Tar Lazio: prima, cruciale, discussione di merito, dunque, sia per chi per primo aveva presentato ricorso, in primavera, vale a dire le 26 aziende bio e i 26 vivaisti che avevano ottenuto già allora la sospensiva, sia per una quarantina di proprietari del Nord Salento per i quali è stato stoppato il taglio delle piante sane ricadenti nel raggio di cento metri da quelle malate, ma non su queste ultime. Saranno discussi nel merito anche i ricorsi depositati dai Comuni di Oria e di Torchiarolo, non invece quello dei 25 enti leccesi.
È, insomma, la giornata campale per le sorti del piano di contenimento del batterio Xylella fastidiosa. Si deciderà se farlo andare avanti così com’è, anche nelle misure più drastiche di abbattimento degli ulivi sani, oppure se è illegittimo nei punti contestati. In ogni caso, è certo che la battaglia giudiziaria proseguirà di fronte al Consiglio di Stato. Oppure – ed è questa l’altra strada – il Tar potrebbe rimettere la questione alla Corte di Giustizia europea. Non è un’ipotesi remota, specie dopo la lettera di messa in mora recapitata all’Italia, l’anticamera della procedura di infrazione comunitaria.

Di questo si discute in queste ore anche su un altro tavolo, quello del Comitato fitosanitario permanente convocato a Bruxelles per due giorni. Verrà reso noto l’audit degli ispettori venuti in Puglia un mese e mezzo fa e alla base della decisione della Commissione europea.

In contemporanea, arriva la strigliata del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, a margine dell’assemblea nazionale Coldiretti: “Siamo di fronte a un caso delicato, dove ritengo che il tema della coesione istituzionale nell’azione di contrasto sia cruciale. A volte non abbiamo avuto segnali utili, soprattutto sul versante territoriale. Non penso che funzioni il gioco dello scaricabarile delle responsabilità – ha aggiunto -. Quelli che prospettano soluzioni semplici non fanno il bene dell’olivicoltura e dell’agricoltura pugliese in particolare”.

Intanto, dopo l’approvazione in commissione e la bocciatura in aula, è stata depositata in mattinata all’ufficio della Presidenza del Consiglio regionale la nuova proposta di modifica in chiave antispeculazione della legge regionale ‘Misure di tutela delle aree colpite da Xylella Fastidiosa e/o co.di.r.o’. Il testo, presentato nuovamente dal consigliere regionale Sergio Blasi, supera i rilievi mossi dalla precedente assise regionale e si sostanzia in un articolo composto da due commi: prevede in sostanza che, al fine di garantire la continuità dell’uso agricolo e della destinazione rurale, i terreni interessati da infezione o espianto a causa della Xylella fastidiosa e/o co.di.r.o. non possono cambiare per i successivi 15 anni la tipizzazione urbanistica.

Questo il testo competo della proposta di legge:
‘Art. 1 Al fine di garantire la continuità dell’uso agricolo e della destinazione rurale, i terreni interessati da infezione o espianto a causa della Xylella fastidiosa e/o co.di.r.o. non possono cambiare per i successivi 15 anni la tipizzazione urbanistica vigente al momento dell’accertamento dell’infezione né essere interessati dal rilascio di permessi di costruire in contrasto con la precedente destinazione urbanistica sulla base di specifiche segnalazioni da parte delle strutture regionali di cui all’art. 2.

Per il medesimo periodo, nei terreni di cui al comma 1 permane la destinazione urbanistica vigente al momento dell’accertamento dell’infezione con i relativi indici di edificabilità, restando altresì consentito il miglioramento fondiario ed il cambio colturale’.

 

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