Farmaco per l’Epatite C, un parodosso italiano

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LECCE- Si chiama Sifosbuvir, è un farmaco in compresse capace di curare l’Epatite C. In Italia può essere somministrato gratuitamente, con il rimborso quindi, solo ai casi più gravi, lasciando scoperte le migliaia di persone affette dal virus che non sono certo allo stadio terminale ma che assumendolo potrebbero guarire. Un paradosso tutto italiano, messo in evidenza con un’indagine sul sito sanitasalento.net. perché il farmaco, può essere anche acquistato on line. Un indirizzo internet lo vende al costo di 101,15 euro a confezione , con un acquisto minimo di 28 confezioni, quindi, una spesa di quasi 3 mila euro.

Lo stato italiano invece ha concordato con la Gilead, la multinazionale che lo produce, un prezzo ben diverso: 40 mila euro, per l’intera cura.  Un costo altissimo, che stride con gli accordi stipulati in altri paesi: 700 euro la confezione in Egitto , ma anche in India e a San Marino.

Reperirlo su internet diventa il sistema sicuramente più veloce ed economico, ma i rischi dell’acquisto on line ci sono tutti. Chi può garantire che il farmaco sia proprio quello?

I casi di truffe sono all’ordine del giorno e purtroppo, quando si parla di farmaci, è a rischio la stessa vita. Il mercato clandestino on line riguarda anche questi, e i sequestri di anabolizzanti o di viagra, sono all’ordine del giorno. Per garantire la trasparenza e la certezza della cura è proprio il ministero della salute quindi a d dover intervenire, risolvendo il paradosso della somministrazione gratis ai malati in fase terminale e la vendita a costi proibiti a chi invece potrebbe guarire, con un risparmio notevole in degenze, cure e spese sanitarie.

 

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