“Rinascere in Puglia”: al Pitigliani festival la storia degli ebrei accolti a Leuca

LEUCA-  Racconta il Salento dell’accoglienza, non quella degli albanesi e neppure quella dei profughi siriani. Racconta quella pagina di storia che settant’anni fa ha fatto di questa provincia l’avamposto della terra promessa. “Rinascere in Puglia – Shores of Light (Salento 1945-7)” è tra i lavori più importanti presentati al “Pitigliani Kolno’a Festival – Ebraismo e Israele nel cinema”, che in questi giorni alla Casa del Cinema di Roma celebra la sua decima edizione.
Al centro del lavoro del regista Yael Katzir c’è Leuca. Tre “figlie del Sud Italia”, Shuni, Esther e Rivka, sono le protagoniste del documentario girato a Leuca e nei minuscoli centri del Capo. È lì, oltre che a Santa Maria al Bagno e Tricase, che tra il 1945 e il 1947 migliaia gli ebrei trovarono riparo e salvezza dopo essere sopravvissuti alla Shoah.

Ed è lì che hanno fatto ritorno le tre donne, nate nella colonia scarciglia di cui oggi rimangono solo i ruderi. Un viaggio alla ricerca della città natia, dunque, sconosciuta per tanti anni. Ma anche un lavoro di ricerca che ha portato a galla materiale d’archivio inedito, quello che riconsegna l’idea di un Salento accogliente e familiare, fatto da cittadini che hanno aiutato gli ebrei a integrarsi nella comunità e da un’umanità migrante che, allora come ora, si è sentita a casa.

 

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