Pioggia di multe, il Codacons: “Cattiva fede dell’amministrazione”

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LECCE- Le 8mila lettere preruolo per la riscossione di multe che molti cittadini leccesi hanno già pagato, stanno facendo infuriare le vittime di quella che molti chiamano vessazione.  Riguardano il biennio 2013-2014 e tra gli episodi ci sono casi davvero eclatanti. L’avvocato del Codacons Piero Mongelli commenta: “Queste cose accadono solo a Lecce”.

Ci sono richieste di integrazione per sanzioni già saldate tramite bonifico bancario entro il quinto giorno dalla notifica, condizione necessaria per poter usufruire dello sconto. Ma questo al comando della Polizia municipale leccese non basta perché per incassare la multa si fa riferimento non alla data del versamento, bensì a quella dell’accredito, che si sa spesso, avviene dopo alcuni giorni. “Così non dovrebbe essere”, dice Mongelli.

Ma il punto è un altro: cosa nasconde questa estrema rigidità? Forse la volontà da parte del comune di far cassa?  A farne le spese sono quindi sempre i cittadini: perché l’importo della multa, naturalmente lievita e di molto: la metà della sanzione più le spese di procedimento e notifica.  Nei giorni scorsi una signora si è vista recapitare due richieste di integrazione del pagamento per verbali notificati tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Differenze da versare pari a 209,60 euro e 105,50 euro.  Eppure, come è evidente da queste ricevute bancarie, aveva provveduto in entrambi i casi a pagare la multa, proprio nel quinto giorno dalla notifica.

Il problema è tra il cittadino e la banca, dice il comandante della Polizia municipale Donato Zacheo. Si vedrà, perché i ricorsi sono già partiti, e ora in campo c’è anche il Codacons.  Polizia municipale, dice Mongelli, o esattori?

 

 

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