Oncologico di Bari, fondi della ricerca dirottati altrove? Le carte in Procura

BARI-“Non ci sarà alcun aumento di tasse”. L’ipotesi paventata dal premier Renzi che ha chiesto alle regioni di innalzare la soglia attuale, è stata del tutto esclusa dal governatore Michele Emiliano.

“È già tutto altissimo – ha detto – e non si possono alzare le tasse, non si può alzare il ticket”. Nella sanità – ha aggiunto il presidente – “bisogna lottare, combattere, tenere bassi i costi, migliorare la qualità e risparmiare i soldi”.

Rassicurazione, quella fornita da Emiliano che, però, poco convince Forza Italia. “Questa è una buona notizia – ha commentato il capogruppo dei forzisti in via Capruzzi Andrea Caroppo – ma la registriamo affinché non si aggiunga alla già troppo lunga lista di buoni propositi che il presidente non ha realizzato”. “Gli sperperi -ha concluso – sono ancora tutti lì”.

E una delle vicende più spinose quando si parla di distribuzione di risorse, non eque, tra le strutture delle varie province è quella dell’Oncologico di Bari che incamera decine di milioni di euro ai quali non corrispondono, però, servizi. Una condizione che anche il direttore scientifico e i sindacati hanno confermato in commissione Sanità di via Capruzzi, sottolineando anche le ricadute sui dipendenti. “C’è una discrepanza – ha denunciato il direttore scientifico, Giampietro Gasparino – fra gli impegni di spesa e le rendicontazioni reali”. Un’accusa pesantissima seguita da un altro dubbio insinuato durante le audizioni: la distrazione di 11.000.000 euro di fondi della ricerca per l’assistenza di competenza regionale . Proprio come denunciò proprio Telerama già diversi anni fa.

Ecco perché il presidente Romano ha anticipato di portare gli atti in Procura. Saranno i magistrati penali a far luce sulla distrazione di 6 degli 11 milioni di euro di cui – ha commentato il Movimento 5 Stelle – “non si ha più notizia”.

 

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