Il Lecce e la consapevolezza ritrovata: questa è la Lega Pro

LECCE (di M.Cassone) – La vittoria del Lecce a Melfi ha un’importanza enorme e peserà come un macigno sugli equilibri del Girone C del Campionato di Lega Pro. L’Arturo Valerio era il fortino dei gialloverdi, infatti, i punti in classifica, sette, sono frutto delle vittorie con Juve Stabia (2-0), Benevento (3-0) e del pareggio con la Lupa Castelli (1-1); la compagine di Palumbo in casa aveva sempre praticato, fino a ieri, un calcio veloce e spettacolare. Per la squadra “barocca” era difficile arrivare in quell’ambiente e mantenere la freddezza giusta per capire di dover, come primo obiettivo, rompere le idee di gioco degli avversari. Il difetto più grande degli ultimi tre anni è stato proprio l’approccio mentale alla gara; se ieri i giallorossi non fossero scesi in campo con l’umiltà giusta capendo di essere in Lega Pro e di dover giocare da serie C sicuramente sarebbero tornati a Lecce con l’ennesima delusione da smaltire. Con questo non si vuol dire assolutamente che il Melfi sia il Barcellona, ma è la squadra che ha battuto Juve Stabia e Benevento e voleva battere il Lecce.

Braglia ha pensato prima a non prenderle e poi a cercare il gol della vittoria. Gli esteti del calcio hanno mugugnato ma il Lecce ha vinto, difendendo a desti stretti il gol, a dispetto di schemi, numeri e moduli, ha difeso con tutti gli effettivi perché doveva farlo. Il tecnico toscano è riuscito finalmente a tracciare la via giusta? Lo scopriremo vivendo le prossime giornate con l’attenzione giusta, però la sensazione è che ora l’ambiente sia più sereno e consapevole di dover volare basso per raccogliere i risultati sperati.

La gara alla quale abbiamo assistito ieri non è stata per niente bella. Delle due squadre ad aver giocato peggio è stato il Melfi, sia perché ha perso e sia perché non è riuscito a sviluppare le sue trame.

È una vittoria che serviva come il pane o come l’acqua nel deserto per rendere meglio l’idea; è servita per scalare posizioni in classifica, in pochi giorni il Lecce si ritrova più vicino alla vetta. Questo però non deve illudere nessuno, perché la squadra di Braglia è ancora un cantiere aperto; i giallorossi non erano brocchi quindici giorni fa e non sono fenomeni oggi. Ora però hanno capito qual è il “vulnus” da tenere sotto controllo e se ci riusciranno, col tempo, si ritroveranno dove hanno sempre sperato. Vero è però che non basterà soltanto l’atteggiamento dei calciatori ma ci vorranno scelte mirate da parte della società che deve ritornare sul mercato per assicurare almeno un’altra punta al mister.

Adesso nessuno guardi la classifica, nessuno speri di vedere il bel gioco, magari arriverà ma se non dovesse arrivare bisognerà sempre ricordare che questa è la Lega Pro. Signori, questa è la SERIE C.

 

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