Tap: dopo diffida Regione, il Comune di Melendugno chiede annullamento autorizzazione unica

MELENDUGNO-Gasdotto Tap: ieri la doppia diffida da parte della Regione Puglia e ora il comune di Melendugno chiede l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione unica riuscita dal MISE. La diffida della Regione è stata formulata perché manca ancora il progetto esecutivo e perché la multinazionale provveda a dar conto circa la prevista occupazione di suolo vincolato dalla normativa antincendio.

Il motivo è che tra le particelle su cui passerà il metanodotto, a Melendugno, ve ne è una su cui vi è fatto divieto assoluto di «realizzazione di strutture e infrastrutture finalizzate ad attività produttive» fino al 9 ottobre 2021 e che, tra l’altro, è di proprietà della Regione Puglia. Adesso il Comune di Melendugno ha verificato, dopo la diffida della Regione puglia, la presenza di 8 particelle interessate dal catasto incendi sul percorso del gasdotto TAP e per questo chiede l’annullamento dell’autorizzazione unica.

Intanto da Tap sottolineano “che non è stato “bocciato” nessun documento sottoposto alle competenti autorità nell’ambito delle procedure di verifica di ottemperanza alle prescrizioni contenute nell’ autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 20 maggio e che di conseguenza non è stato imposto alcuno stop al progetto, il cui cronoprogramma rimane invariato: apertura dei cantieri nella primavera del 2016, completamento dei lavori a giugno 2019, consegna del primo gas nel gennaio 2020.

La Regione Puglia ha eccepito il suo dissenso nei confronti del Ministero che ha acconsentito a che la verifica di ottemperanza sia attivata separatamente per lotti. Quanto infine ai terreni in passato percorsi da incendi, TAP ribadisce che essi non cambieranno destinazione d’uso: sono terreni agricoli e tali rimarranno dopo il completamento dei lavori di posa del tubo sotterraneo, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera della legge”.

 

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