Acquatina, il Rettore: “Tempi certi e azioni concrete”

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LECCE- Analizzare lo stato dell’arte sulle competenze di gestione dell’area e dei terreni circostanti e formulare un’ipotesi di sviluppo basata su una progettualità adeguata e sostenibile. Il bacino di Acquatina di Frigole è stato al centro della conferenza dei servizi che si è svolta nella sede del Rettorato dell’Università del Salento. C’erano i rappresentanti degli uffici competenti, l’assessore regionale Loredana Capone, l’ingegner Andrea Retucci in rappresentanza della sezione di Frigole della Lega Navale (delegato regionale), e alcuni rappresentanti della comunità di Frigole, questi ultimi su espresso invito del Rettore Vincenzo Zara (il parroco don Raffaele Bruno e due cittadini).
Il bacino, per la cui realizzazione sono stati spesi milioni di euro di fondi pubblici, è abbandonato da tempo.
Con uno stagno salmastro ampio 45 ettari, un canale che lo collega al mare, un sistema di griglie per l’allevamento dei pesci, le vasche in terra e in cemento, il bacino doveva essere il “punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in acquacoltura per l’intera area del Mediterraneo”, finanziato nel 1994 con diversi miliardi delle vecchie lire e, da ultimo, nel 2007, con mezzo milione di euro arrivato dalla Regione Puglia, somma alla quale si sono aggiunti 100mila euro da parte dell’Università del Salento, che di quel patrimonio è il gestore.

È di quell’anno l’Accordo di programma per il completamento e il potenziamento del centro Ricerche. Un patrimonio andato a vuoto.Ecco perché, anche dopo le manifestazioni dei cittadini di Frigole, si è parlato del delicato aspetto delle competenze in capo alle varie Istituzioni coinvolte, la cui definizione è propedeutica a qualunque attività progettuale connessa al rilancio dell’area. Al termine di una lunga discussione, si è convenuto di stilare un protocollo d’intesa tra i principali soggetti coinvolti a titolo istituzionale -Università del Salento, Regione Puglia, Comune di Lecce- con l’obiettivo di convergere su una linea condivisa che comporti l’assunzione di impegni certi per la valorizzazione dell’area.

«Abbiamo convenuto -ha detto il Rettore- sulla necessità che il protocollo d’intesa venga approvato entro la fine di novembre. Ho ribadito più volte che occorre compiere passi in avanti, non soffermarsi sul passato né limitarsi ad addossare colpe alle varie Istituzioni coinvolte. Si tratta ora di stabilire impegni certi, a cui seguano azioni concrete».

 

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