Palazzo Comi, scontro Gabellone-Blasi sul bando della discordia

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LUCUGNANO- Il bando della discordia, quello relativo alla gestione di Palazzo Comi unito al circolo cittadino di Lecce, fa ancora litigare. Stavolta non se le mandano a dire il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, e il consigliere regionale Pd Sergio Blasi. Gli strali arrivano dopo l’audizione in commissione regionale, lunedì scorso, del numero uno di Palazzo dei Celestini, proprietario del bene di Lucugnano, e del sindaco di Tricase, Antonio Coppola.
Parla di un Blasi dal doppio volto, Gabellone: “uno istituzionale, di accoglimento di proposte che sono espressione di questa Presidenza, e poi un altro, per certi versi aggressivo, a uso e consumo della stampa, dettato probabilmente da ragioni di pura opposizione politica”, poiché “si spertica in in accuse di “esercizio del potere sino all’ultimo momento”, un potere quasi abusivo o opprimente di chissà cosa”.

Il nodo della questione è nella Legge DelRio di riforma delle province: quella di Lecce, come rivendica Gabellone, “si muove all’interno del recinto normativo dei poteri che la legge italiana le impone di utilizzare”.

Blasi, però, ribatte duramente: “Gabellone non può ipotecare il futuro di Casa Comi per i prossimi trent’anni, a pochi giorni dall’arrivo in Consiglio della legge attuativa della Del Rio, che trasferisce politiche, servizi e patrimonio culturali alla Regione. Al di là dell’audizione, dove è necessario rispettare un regolamento, la valutazione politica resta assolutamente negativa – dice Blasi -. La Provincia dovrebbe annullare, come pure ha possibilità di fare, quel bando, aderire alle proposte di acquisto avanzate dal Comune di Tricase oppure aspettare che il bene passi alla Regione, cosa che accadrà a breve”. Al momento, l’iter di aggiudicazione va avanti. E le offerte presentate sono due.

 

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