Xylella, contro il Piano Silletti vacilla il fronte dei Comuni

LECCE-  Sarà per distrazione, sarà per i costi, tra l’altro non elevati, sarà perché si è cambiato idea, ma vacilla il fronte dei Comuni che hanno impugnato il primo Piano del commissario straordinario per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti. 25 in tutto, tra cui molti Comuni del Basso Salento e Trepuzzi come avamposto nord, al momento devono ancora decidere se e quando impugnare anche il Piano bis.
Lunedì scorso sono stati notificati al Tar Lazio i motivi aggiunti contro il decreto di giugno del Ministero dell’Agricoltura. Per i secondi motivi aggiunti, relativi appunto al nuovo piano approvato dalla Protezione Civile, sono in stand by.

L’interesse ad opporsi sembra essere calato rispetto alla primavera scorsa. Nella riunione di giovedì a Casarano, alla presenza dei legali incaricati, a confermare la disponibilità sono stati i Comuni di Vernole, Corsano, Galatina e Andrano. Tutti gli altri non pervenuti, Trepuzzi compreso, che rischia la scure più pesante, già a partire dalle prossime ore, quando saranno notificati gli avvisi per i tagli a cui dovranno provvedere gli stessi proprietari.

“Valuteremo senz’altro di continuare sulla strada del ricorso – rassicura il sindaco Oronzo Valzano – e non ce ne staremo a guardare. Tra l’altro c’è un rischio molto grave: in municipio è già venuto qualcuno che, invogliato dal ristoro promesso a fronte dell’abbattimento, ha chiesto di poter eradicare alberi sani”.

Proprio sui ristori mette in guardia il Popolo degli ulivi: i contributi, che oscillano da 98 a 146 euro in base alla densità delle piante per ettaro, “copriranno solo le spese di eliminazione e bruciatura delle ramaglie, sezionamento della legna con motosega, movimentazione, escavazione e carico e trasporto legna, che saranno a carico del proprietario. Quindi, di fatto, il contributo sarà solo un rimborso. Infatti chi non taglierà volontariamente gli alberi, dovrà pagare le operazioni effettuate dall’ARIF, che già usufruisce di fondi pubblici. Detto in poche parole – aggiunge – i proprietari che estirperanno volontariamente gli alberi non avranno alcun risarcimento per la perdita del patrimonio olivicolo, mentre i proprietari che si rifiuteranno di adempiere alle disposizioni subiranno comunque i tagli e dovranno pagare la sanzione nella misura stabilita dal commissario (anche se di fatto l’Arif è stata comunque pagata per eseguire le operazioni)”. Se sarà boicottaggio, si vedrà nei prossimi giorni. Anche perché i provvedimenti arrivano nel pieno della stagione di raccolta, la prima dai frutti promettenti dopo due annate di scarica.

 

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