275, il neomanager di Anas: “Mai più errori come quello”. Il 1° dicembre sblocco appalto

LECCE- La vicenda della statale 275 come emblema di ciò che in Anas dovrà cambiare d’ora in poi: “Non si possono più fare errori come con la Maglie-Santa Maria di Leuca che passa sopra numerose discariche”. A parlare è il nuovo manager Gianni Armani, timoniere da pochi mesi dopo l’era Pietro Ciucci, tra l’altro indagato dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio proprio in relazione alla progettazione della 275.
In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Armani, incalzato dalla domanda sulle opere inutili, che però vengono realizzate perché “sono nel cuore di qualche politico”, risponde: “Cose del genere non devono più succedere, l’autonomia finanziaria dovrebbe permettermi di programmare senza chiedere ai politici. Non si possono più fare errori come con la Maglie-Santa Maria di Leuca che passa sopra numerose discariche e costa 400 milioni. Per impedire abusi, intendo riportare la progettazione dentro l’Anas”.

Una correzione, per amore di verità: il finanziamento complessivo è di 288 milioni, l’importo a base d’asta è di 200 milioni di euro e la gara al momento è stata aggiudicata a Ccc per 105 milioni di euro. Il nodo, per Armani, è nella progettazione e la 275 diventa vicenda emblematica: “Non si possono affidare lavori sulla base di un progetto preliminare che è poco più di una striscia d’inchiostro su un pezzo di carta – dice – lasciando che siano le imprese e i direttori dei lavori a fare come vogliono. Questo sistema ha generato un contenzioso enorme – 13 miliardi di euro – praticamente con tutte le imprese di costruzione”.

Per la Maglie-Leuca, non sembra essere più il tempo di riassorbire la progettazione all’interno della società statale: il progetto preliminare, affidato a Prosal dal consorzio Sisri per conto di Anas, risale al 1995; poi, il progetto definitivo è stato già approvato dalla stessa Anas e dai Consigli comunali. Il progetto esecutivo, invece, rientra nel bando di gara ed è onere della società aggiudicataria. Ccc ha depositato il suo nel 2013, attende ancora l’approvazione ed “è già in contatto con la struttura tecnica di Anas – spiega il legale Ernesto Sticchi Damiani – per apportare le modifiche necessarie al progetto al fine di bonificare le discariche. Conta di fare altri saggi anche in altre aree. La presenza dei siti contaminati non era verificabile prima, in sede di progettazione preliminare e definitiva, poiché  i saggi si eseguono a campione a fini essenzialmente di indagine geologica. Del resto, i Consigli comunali che hanno approvato il progetto definitivo non hanno segnalato la presenza di alcuna discarica lungo il tracciato così da richiedere accertamenti specifici sul punto”.

Agli atti risultano due discariche: ad Alessano e Tricase. Spetta ai Comuni segnalare l’eventuale presenza di altre. Intanto, è stata fissata per il 1′ dicembre la data in cui in Consiglio di Stato si discuterà il doppio appello promosso da Anas e Matarrese-Coedisal, quest’ultima difesa da Pietro Quinto, contro la sentenza del Tar Lecce, secondo cui non era sufficientemente motivato l’atto di autotutela con cui la stessa Anas aveva revocato l’appalto al Consorzio cooperative costruzioni.

 

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