Perrone: “Trait d’union tra criminalità e comitati elettorali fu candidato del centrosinistra”

LECCE- “Il trait d’union tra criminalità e comitati elettorali fu un candidato del centrosinistra alle elezioni del 2002”. Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, butta nel campo del centrosinistra la palla, avvelenata, su quanto emerso dalle intercettazioni contenute nel fascicolo d’inchiesta relativo all’operazione Eclissi, che ha scoperchiato il pentolone sulla mafia in città. Telefonate scottanti quelle captate dagli inquirenti, all’indomani delle primarie del 26 febbraio 2012, che hanno visto la schiacciante vittoria di Perrone. Non c’è al momento un’indagine per voto di scambio, questo è da precisare.

A parlare con un esponente dei clan sarebbe stato un uomo che oggi, stando alla ricostruzione degli investigatori, ricopre il ruolo di esponente di maggioranza a Palazzo Carafa. Quel che emerge è l’appoggio che gruppi criminali avrebbero fornito in occasione delle ultime amministrative. Le conversazioni contenute nel fascicolo dell’inchiesta lasciano intravedere un do ut des: “Io ho fatto il mio dovere. Adesso vediamo, spero che… Spero che deve fare il suo dovere. […] Sennò poi mi fa incazzare veramente…”, dice l’intercettato al politico.

Per Perrone, nessun passo indietro da chiedere, come questa emittente lo aveva invitato a fare proprio perché nessuna ombra potesse addensarsi sulla sua giunta. E, anzi, chiama in causa il centrosinistra cittadino.

 

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