Lecce, gli intrecci con la Scu una brutta pagina per la politica salentina. Sindaco chieda un passo indietro

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LECCE- All’indomani delle primarie del 26 febbraio 2012 dopo la schiacciante vittoria di Paolo Perrone sugli altri candidati un politico, oggi apparentemente assessore comunale, avrebbe avuto un dialogo con un esponente dei clan come da intercettazione.Blago: “Sono contento, sono contento. Lo sai perché? Per due cose. Primo perché abbiamo fatto quello che ci eravamo … Più di quello che avevamo prospettato a lui. E hai visto, hanno visto tutti, hai fatto bella figura te. E io ho fatto il mio dovere. Adesso vediamo, spero che… Spero che deve fare il suo dovere”. Il politico: “Adesso vediamo, certo. Stai tranquillo. Non ti preoccupare, non ti preoccupare di queste cose”. Blago: ” Sennò poi mi fa incazzare veramente…”. Questa una parte dell’intercettazione ma sarebbero stati ripetuti contatti tra i componenti del clan ed il politico.

Perché Blago direbbe: “…Sono contento…perché abbiamo fatto di più di quello che avevamo prospettato a lui…” ? Significa che avevano parlato o incontrato il Sindaco? Cosa avrebbe potuto assicurare a questo la politica, al di là dei manifesti, visto che lo stesso esponente del clan minaccia di potersi arrabbiare? C’è da chiarire che la magistratura non avrebbe ravvisato i presupposti per aprire un’inchiesta ma vi dovrebbe essere chiarezza.

L’attuale amministratore, che avrebbe fatto bella figura per i voti portati a Perrone in occasione delle primarie e poi durante le elezioni amministrative, era o meno a conoscenza del gruppo con cui si relazionava? Il Sindaco sapeva? Se penalmente non ci sarebbero rilievi la politica, ed il Primo cittadino, dovrebbero imporre, all’ipotetico suo amministratore, di fare un passo indietro o, come nelle sue funzioni, sostituirlo per onore proprio e della città.

Questa dovrebbe essere una scelta obbligata non per mero giustizialismo ma, anche e solo, per il fatto che, malgrado i ripetuti contatti, il protagonista della vicenda non sia stato in grado di cogliere il senso delle parole chiaramente obbliganti e nette: “Sennò poi mi fa incazzare…”, frase questa probabilmente relativa a richieste fatte in cambio del presunto appoggio alle primarie del centrodestra, quindi -in quel caso- inquinate, e poi in occasioni delle elezioni comunali del 6 Maggio 2012.

 

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