Xylella, 29 aziende bio trascinano in tribunale la Commissione Europea

LECCE- 29 aziende bio salentine sfidano Bruxelles: hanno presentato il ricorso al Tribunale europeo di prima istanza, con sede a Lussemburgo, contro la decisione della Commissione Ue del 18 maggio scorso, quella che ha inasprito le misure di contenimento del batterio Xylella fastidiosa.
Gli atti sono già stati depositati il 31 luglio scorso, ora si attendono le controdeduzioni della Commissione e poi verrà fissata la data dell’udienza pubblica per la discussione. “Non avendo né lo Stato né la Regione provveduto a impugnare quel provvedimento, come pure avrebbero potuto fare, le aziende si sono viste costrette a farlo da sole”, ha spiegato Valentina Stamerra, l’avvocato che assieme al collega Luigi Paccione segue il ricorso. I contenuti sono stati presentati in mattinata in conferenza stampa, a Bari. In trincea ci sono 24 delle 26 aziende biologiche che hanno già impugnato di fronte al Tar Lazio e poi al Consiglio di Stato il primo Piano Silletti, ottenendo la sospensiva. A queste si sono aggiunte altre quattro realtà leccesi e una brindisina.

Dunque, nessun passo indietro. Anzi, la battaglia continua e le armi si fanno ancora più affilate. Nel mirino c’è, stavolta, appunto, la decisione europea, che intensifica le misure di abbattimento e di utilizzo massiccio dei fitofarmaci.

“Riteniamo – spiega ancora Stamerra – che siano stati violati principi fondamentali contenuti nei trattati europei, vale a dire quelli di precauzione, proporzionalità e sussidiarietà. La Commissione europea si è sostituita allo Stato italiano senza ascoltare i soggetti coinvolti, tra cui le aziende bio, che rischiano la chiusura. Anche l’Europa, inoltre, non ha tenuto in debita considerazione il rischio enorme per la salute, l’ambiente e per le produzioni agricole, che le misure varate comportano”.

Quindi, il ricorso. Si andrà avanti, se necessario, anche in secondo grado, di fronte alla Corte di Giustizia europea. Si aggiunge, si diceva, alla battaglia ancora in piedi di fronte ai tribunali amministrativi italiani. A dicembre, verrà discusso nel merito l’atto introduttivo su cui è stata concessa la sospensiva che ha congelato per le aziende ricorrenti il primo piano Silletti. Poi, si dovranno discutere anche i i motivi aggiunti sugli atti nuovi, compreso il nuovo piano commissariale, i cui prodromi fanno già scalpore, visto che prevede contributi per l’espianto e non per la cura né per il reimpianto degli ulivi.

L’ 8 ottobre, invece, al Tar Lazio approderà la discussione sul diniego dato dal ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina e dallo Iam alla richiesta di accesso agli atti avanzata dalle stesse aziende bio.

 

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