Migranti siriani sbarcano in yacht, arrestati i due skipper

LEUCA- Migranti siriani arrivati nel salento clandestinamente ma non sulle carrette del mare. Questa volta il viaggio è avvenuto su yacht extralusso.
Un cabinato a vela bellissimo, con all’interno cucina, camere da letto, persino una libreria. Un’imbarcazione battente bandiera francese guidata da due skipper turchi arrestati nelle scorse ore dai carabinieri di Tricase, Finanza e dall’intero Pool anti immigrazione.

Un episodio incredibile che ha tenuto impegnate le forze dell’ordine per poco meno di 24 ore. L’imbarcazione era stata segnalata due giorni fa al largo di Leuca dalle forze di frontex come sospetta. È stata raggiunta dalla guardia di finanza. A bordo equipaggio e occupanti sono stati tutti controllati. I due skipper professionisti, uno dei quali co-proprietario della barca, sembrava stessero portando in giro per il mediterraneo una famiglia di ricchi siriani: padre, madre e 6 figli, tutti minori. Una normale crociera, non da tutti.

l’imbarcazione, che avrebbe dovuto lasciare le acque salentine, in realtà è rimasta lì. Mercoledì pomeriggio con un tender, i piccoli gommoni che servono per portare gli occupanti a riva, 9 persone sono state fatte sbarcare a torre vado, sulla scogliera, tra i bagnanti, alle 5 del pomeriggio.

La presenza dello yacth e i due viaggi in tende, insieme ai tratti somatici degli occupanti, hanno portato i testimoni ad allertare le forze dell’ordine che sono arrivate subito. Tutti controllati , di nuovo, ma questa volta ecco che si scopre cosa non andava: a bordo un 16enne, anche lui siriano, che al primo controllo della finanza, in mare, non c’era. Si era nascosto, perché senza documenti.  Altro che crociera. I due skipper sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il viaggio era partito dalla Turchia. È qui che i 9 sono stati presi a bordo e portati clandestinamente in italia al costo di 3 mila euro ciascuno.

Lo yacth è sotto sequestro, ormeggiato nel porto di Leuca mentre le indagini sono ancora in corso. La famiglia, che desiderava raggiungere il Nord Italia, si trova ora nel centro d’accoglienza di Otranto.

 

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