Sicurezza zoppicante, i nodi del carcere sul tavolo del Prefetto

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LECCE-Personale carente, mezzi rotti, controlli medici impossibili: zoppica la sicurezza nel carcere di Borgo San Nicola. L‘Osapp, il sindaco di polizia penitenziaria, trascina tutti i nodi sul tavolo del prefetto di Lecce, Claudio Palomba. Il vertice è fissato per la mattinata di giovedì ed è certo che nessuna crepa, stavolta, sarà tralasciata.

La situazione è insostenibile, secondo i sindacati, e la pazienza è finita. Nel penitenziario leccese, non solo mancano circa 150 unità, ma, ad esempio, non esiste più l’esercitazione al poligono di tiro, che era prevista ogni 2 anni e qui c’è chi non si esercita da 8. E’ con questo personale carente che si devono affrontare spesso le trasferte fuori. Le più frequenti e le più a rischio quelle per accompagnare i detenuti in ospedale, perché gli ambulatori all’interno sono sguarniti, soprattutto quello fisioterapico. Idem per «l’invio di reclusi presso tribunali, per le traduzioni presso altri Istituti Regionale ed extra-regionali, perennemente con scorta e mezzi non adeguati. In pericolo, secondo l’Osapp, c’è sia l’incolumità dei poliziotti comandati a tali servizi che l’ordine pubblico».

Problema non da poco quello della gestione dei pazienti con problemi psichiatrici: il 90 per cento delle aggressioni ai danni degli agenti viene da loro e si tratta di persone che dovrebbero essere ospitate in altre strutture ad hoc, non in carcere.

 

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