Negozi aperti ma città semideserta, comprano solo i turisti stranieri

LECCE- Una città semi deserta è quello che di certo, complici anche le previsioni meteo, non si aspettavano i commercianti che hanno deciso anche per questa domenica di tenere le saracinesche alzate in città.
Lo ha fatto una buona parte dei negozianti del centro, soprattutto della zona commerciale, tra via Trinchese e piazza Mazzini, e soprattutto delle strutture di vendita in franchising. Nel resto del centro storico, i negozietti di artigianato hanno confermato il loro appeal. Aperture, dunque, a macchia di leopardo.

Ma per l’abbigliamento, la profumeria, le calzature, la giornata ha fatto cilecca, al contrario di un sorprendente ferragosto. Gli acquirenti, però, sono stati solo turisti. E quasi tutti stranieri, attirati anche dagli ultimi scampoli dei saldi estivi. Pochi o quasi zero i salentini, che hanno preferito l’assalto alle spiagge.

Non è solo un problema di commercio, ma più in generale di cultura del lavoro nei festivi. Non sono mancate le frizioni, sollevate dalla Cgil, nei giorni scorsi.

“R’ inevitabile che il mondo del lavoro, nostro malgrado, sia in trasformazione. E bisogna adeguarsi alle nuove esigenze di utenza e turisti – dice Daniela Campobasso, in rappresentanza del sindacato -. C’è però anche la legittima richiesta dei lavoratori di avere riconosciuti i propri diritti, esigenze, necessità di stare con la famiglia. Si poteva sedersi a un tavolo e organizzare la risposta ai fabbisogni. Non c’è un no a priori. Ma c’è la necessità di rinegoziare tutto: in particolare, orari e distribuzione dei turni che gravano sempre sugli stessi e non devono basarsi solo sulla volontarietà. Un conto sono i negozi fortemente caratterizzanti il territorio, un conto gli altri”.

 

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