Allarme siringhe in spiaggia? Difficile il contagio

LECCE- Abbiamo parlato nei giorni scorsi del fenomeno delle punture di siringhe abbandonate in spiaggia. Ora l’allarme lo lancia lo sportello dei diritti: “Almeno tre casi negli ultimi giorni di bambini puntisi con aghi di siringhe sono stati segnalati nel Salento. Sembra di aver fatto un balzo indietro nel tempo, alla fine degli anni ’80 quando dilagava l’uso dell’eroina e farsi una “pera” in spiaggia”, magari davanti un falò, con tanto di ago buttato sulla sabbia a fine uso, era diventato un “must” ovviamente in negativo. -scrive Giovanni d’Agata- Un padre, allarmato dal piccolo rivolo di sangue che fuoriusciva dal piedino della figlia dopo che si era punta con un ago, dopo essersi rivolto al Pronto Soccorso, non ha voluto sentire ragioni e ha interpellato gli esperti per fugare ogni dubbio circa il rischio di contagio da malattie infettive emotrasmesse.

In effetti il rischio, se la sostanza organica contenuta è ormai secca, è pari a “0” per i virus che più terrorizzano l’immaginario collettivo come HIV ed Epatite, certo è però che residuano senz’altro il rischio d’infezioni da germi comuni se non si disinfetta tempestivamente la ferita. Va sottolineato che la riesplosione del fenomeno, la dice tutta, secondo D’Agata, su due questioni da sempre aperte: la prima riguarda i controlli sulle spiagge, mentre la seconda riflette la scarsa pulizia dei nostri arenili. Un’intensificazione di entrambe potrebbe senz’altro ridurre i rischi per i nostri piccoli e per chiunque“.

 

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