Ulivi, commissione Ue: “Situazione seria, implementare misure di emergenza”

GALLIPOLI- La situazione è seria e vanno implementate le misure di emergenza: è la sintesi della lettera che la Commissione Europea, Direzione Salute, ha inviato ad Antonia Battaglia di Peacelink Taranto sulla questione Xylella, in risposta alle diverse comunicazioni inviate dalla stessa e alla richiesta di moratoria dei provvedimenti adottati da Bruxelles per combattere il fenomeno di disseccamento rapido degli ulivi.
Il Direttore Incaricato, Michael Fluh rimarca che “la serietà dell’infezione obbliga tutti ad affrontare la questione con il massimo della scrupolosità e che la Xylella fastidiosa, regolata dalla Direttiva 2000/29/EC, obbliga gli Stati Membri a mettere in atto tutte le misure necessarie ad eradicarla e ad evitarne l’ulteriore diffusione”. “Come lei sa – scrive la Commissione – siamo molto impegnati a rinforzare le attività di ricerca sul batterio e capirne meglio l’epidemiologia, il ruolo svolto dagli insetti vettori, come anche a sviluppare e potenziare i metodi di controllo”. Tuttavia, continua la lettera, al momento, “metodi di contenimento alternativi non sembrano essere a disposizione e l’implementazione delle misure di emergenza dovrebbe continuare vista la serietà della situazione”.

Nessun tentennamento da Bruxelles. C’è il rammarico, secondo Battaglia, per il fatto “che il Commissario Andriukaitis, in visita in Puglia, non sia stato portato a visitare gli alberi guariti né gli esperimenti in corso e che le Autorità Italiane, con un atteggiamento che appare autolesionista, abbiano concentrato la visita nelle sole zone citate nella lettera, dove il disseccamento ha toccato tutti gli esemplari di ulivi esistenti, generando così l’idea che non vi siano altre vie d’uscita che il taglio”.

Seppur da posizioni diverse, agricoltori e attivisti contestano le linee di base del futuro piano commissariale. Contro l’eradicazione degli alberi, in primis. Poi, contro l’uso obbligatorio di fitofarmaci. Ma anche contro il divieto di reimpianto degli ulivi. A contestarlo anche Coldiretti, che lunedì porterà i trattori a Gallipoli e Alezio, per piantare la propria bandiera nel campo dei leccini messi a dimora da poco e di cui è stato imposto l’espianto dalla Forestale.

Un raduno voluto fortemente per dichiarare il campo la prima parte di un vero e proprio laboratorio scientifico a cielo aperto, per ridare libertà imprenditoriale e speranza di investimento agli agricoltori del Salento, per riconoscere il valore economico della filiera olivicola come base per l’intero sviluppo del territorio. Coldiretti lo ricorderà anche ai vacanzieri, con quel serpentone di mezzi agricoli che invaderà le strade del sud Salento: “Difficilmente il prossimo anno troveranno lo stesso paesaggio”.

 

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