Discoteche e non solo, dopo Rimini sarà linea dura anche nel Salento

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LECCE- Dopo Rimini, si prepara la stretta anche sulle discoteche del Salento. La linea dura tracciata dal Viminale rimbalza anche sul territorio e sarà al centro del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato per la mattinata di martedì in Prefettura. Il diktat da Roma c’è già: chiusura immediata dei locali di fronte a irregolarità, com’è successo con la discoteca riminese Cocoricò, che rimarrà spenta a partire da oggi per quattro mesi dopo la morte di un ragazzo per overdose di ecstasy.

Si stanno delineando in queste ore i contorni delle decisioni da dover prendere anche nel Salento per evitare il caos dello scorso anno e che già a luglio a Gallipoli ha visto prodromi importanti. Quel che è certo è che non saranno misure lievi, ma si userà il pugno duro contro un divertimentificio che spesso rischia di tradursi in locali da ballo incontrollati e abusivismo commerciale imponente.

Lo confermano le botte a cinque vigili urbani impegnati in un servizio di controllo, qualche giorno fa a Baia Verde e centro storico, e la denuncia per un pestaggio di una signora che avrebbe cercato di evitare lo stupro di due nipoti 16enni.

Una stretta indispensabile, si diceva, ma che dovrà fare il paio con i rinforzi delle forze dell’ordine. il focus più critico riguarda Gallipoli: dieci gli agenti assegnati al locale commissariato, sei per la sezione di polizia stradale. Si attende l’arrivo di almeno altri dieci carabinieri e l’assunzione di altrettanti vigili urbani. Ma bisognerà far presto. Agosto è già iniziato e la città ionica, soprattutto, rischia di implodere.

Di sicuro, è chiara la strada maestra dettata dal Ministero dell’Interno: chiusura netta dei locali in cui si fanno passi falsi. La direttiva era stata imposta già alla fine di maggio, quando il capo della polizia Alessandro Pansa si era confrontato con i questori.

Cosa prevede? Che dovranno essere più serrati i controlli stradali con pattuglie miste nel fine settimana, tra agenti e ufficiali medici. Contro lo spaccio, viene sollecitata “la possibilità di incentivare tutte le modalità di acquisizione di elementi informativi da parte dei cittadini”, anche attraverso sms telefonici. Quanto già previsto per le scuole, si applicherà dunque anche alle discoteche.  A rischiare i sigilli immediati saranno poi i locali che somministrano alcolici ai minori e che non rispettano gli orari di chiusura. Gli stessi titolari dovranno garantire di poter contare su un servizio di vigilanza che impedisca l’ingresso e l’attività di chi vende droga, ma anche di chi organizza festini con minorenni o comunque agevola la prostituzione.

 

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