Country Club a Otranto, l’abbandono di Stato: ecco le immagini nel villaggio dimenticato

OTRANTO-  Era il luogo delle serate rinomate, dello sport ricercato, una favola per turisti e non solo. Quello che rimane del Country Club di Otranto è tutto qui, in queste immagini esclusive girate al suo interno, la fotografia di un villaggio fantasma, di un far west. Anzi, di una dimenticanza di Stato, visto che è di proprietà pubblica, di Italia Turismo, società controllata dal gruppo Invitalia l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA e partecipata da Fintecna immobiliare Srl.
Un cartello enigmatico vieta l’ingresso perché “zona mineraria”. Si entra, però, senza tanti sforzi, da un buco nella recinzione. E dentro è una sequenza incredibile. Attraversiamo la pineta e arriviamo nell’area dei vecchi campi da tennis, nove in totale, con fari penzolanti e l’erba che cresce sul terreno da gioco. Superiamo il centro congressi e la scuderia dell’ippodromo e sbuchiamo nel cuore di quello che era un gioiello: le due piscine, una delle quali olimpionica. La struttura in ferro per la copertura resiste ancora e l’acqua delle piogge invernali ha riempito le vasche. Accanto, la vecchia pizzeria. Giù, gli spogliatoi, la sauna e i bagni completamente divelti.

Poi, si va oltre. Il ristorante conserva ancora i suoi dipinti, alcuni infissi e le cucine. La discoteca dei sogni si è trasformata in una scatola vuota che perde pezzi. Idem la reception. La vegetazione, non più curata, rende tutto una giungla.

Così lo Stato lascia perire cinque ettari attrezzati nel centro del complesso turistico di Alimini, accanto ai villaggi di Serra 1 e Serra 2. Era nato a servizio soprattutto di questi, il Country Club. Attivo fino a 15 anni fa. Gli ultimi lavori risalgono al biennio 1999/2000, con gli adeguamenti normativi e funzionali, la sostituzione di dieci quadri elettrici, il ripristino di impianti idrici e reti anticendio. Cinque anni prima, venne sistemata l’impiantistica dell’intero villaggio e illuminate le piscine all’aperto.  Un patrimonio di cui non resta nulla e sui cui Italia Turismo non pare avere alcuna intenzione di investire.

 

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