La Provincia chiede 420 euro per ogni evento a Palazzo Comi, salta il cartellone

LUCUGNANO- Uno spettacolo teatrale, poi la presentazione di un libro e poi altri eventi: tutto un calendario culturale destinato a saltare, già a partire da questo fine settimana, a Palazzo Comi di Lucugnano. Perché? Perché la Provincia di Lecce batte cassa: 100 euro, oltre Iva, per le serate nel fine settimana, il doppio rispetto a quelle organizzate negli altri giorni. E poi 300 euro di cauzione, che sarà sì restituita ma che nel frattempo va pagata. “E’ il regolamento”, rispondono dagli uffici di Palazzo dei Celestini. “E’ una vergogna”, replica il sindaco di Tricase, Antonio Coppola, che l’altro giorno ha formulato una richiesta di acquisto da parte del Comune dell’unico bene culturale della sua frazione, “perché – dice – lo si continua a trattare come un semplice immobile da spremere”. Antonio Gabellone, presidente della Provincia, cerca un’altra strada: “troviamo una soluzione”.

È certo che, come testimoniatoci della numerose associazioni che lì hanno sempre organizzato eventi, la cauzione non sia mai stata pagata e nella gran parte dei casi si è potuto usufruire gratuitamente delle sale e dell’atrio. “Forse per la cauzione potremmo evitare, se ci vengono date garanzie, ma per il fisso – dice Gabellone – no, perché rischiano di esserci responsabilità contabili e in questo momento non possiamo permettercelo”.

È vero, il regolamento della Provincia fissa i prezzi. Ma dice anche altro: all’art.8, prevede che il Presidente “può concedere l’utilizzo gratuito dei locali, per iniziative di alto profilo sociale e culturale” e che “può”, non deve, richiedere per queste la prestazione della cauzione.

D’altronde, è già complicato promuovere cultura in periferia e il pagamento diventa un deterrente difficilmente superabile, visto che gli appuntamenti sono organizzati con grandi sforzi e a costi pressoché pari a zero. Difficile, poi, digerire il confronto: è stato concesso dalla stessa Provincia l’uso del giardino di Palazzo Comi ad un ristorante del posto al canone di 150 euro al mese.

“Non è più tollerabile una gestione di questo tipo – dice il sindaco, arrabbiato -. Stiamo parlando di un simbolo della cultura salentina, di un bene pubblico. Abbiamo fatto richiesta formale di patrocinio alla Provincia, visto che tutte le manifestazioni sono promosse dal Comune e dalla Biblioteca assieme alle associazioni che operano lì. Non abbiamo ricevuto risposta. Capisco la situazione economica, ma se i costi reali possono essere coperti dall’amministrazione comunale per non far pagare ai cittadini, li sosteniamo noi volentieri”.

Una palla che viene colta al balzo da Gabellone: “ok – risponde -. A me basta anche una nota del sindaco che dice di accollarsi le spese, senza neppure la delibera di giunta, e ci metto la firma”.

 

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