Fiera del Levante è il giorno della privatizzazione

BARI- La Fiera del Levante di Bari sarà privatizzata. O meglio, la gestione delle rassegne fieristiche andrà in capo alla cordata emiliana-barese che ha avanzato l’unica offerta sulla quale il cda ha ragionato sin a darne il via libera non senza prescrizioni.
Le clausole imposte dal Cda sono due: la prima è che il costituendo comitato indipendente possa nominare il presidente del collegio sindacale della società gestionaria così da vigilare sul rispetto degli accordi, la seconda è che eventuali modifiche dell’assetto societario del Privato avvengano con il placet dei soci. Infine che il canone sia ancorato al fatturato e non solo all’utile.

In tutte queste fasi non compare la Camera di Commercio. Una risposta, questa, alle polemiche divampate dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia. Le opposizioni, infatti, denunciano un conflitto d’interessi avendo individuato nella camera di commercio di Bari non solo il socio uscente ma anche il socio entrante nella cordata, cosa che ha indotto ad una svalutazione del canone di concessione, 100 mila euro l’anno per 90 mila metri quadrati di superficie, per 60 anni.

Il presidente uscente Ugo Patroni Griffi non replica alle polemiche ma chiarisce: “Era un passaggio obbligato, l’alternativa era buttare a mare tutto questo lavoro e tornare alla casella di partenza, liquidando l’Ente o licenziando in massa tutto il personale”.

 

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