Boncuri & caporalato nulla è cambiato. Cgil: “Il Prefetto si muova”

NARDO’- Nulla è cambiato a Boncuri. Nulla o molto poco nonostante le battaglie e le inchieste della magistratura. I lavoratori stagionali addetti alla raccolta di angurie e pomodori continuano a vivere in condizioni precarie, tanto da spingere la Cgil e la Flai Cgil della provincia di Lecce a chiedere l’intervento del neoprefetto, Claudio Palomba.
Lo hanno fatto con una lettera, inviata anche al Presidente della Regione Puglia e al Direttore Generale della Asl, per denunciare le condizioni in cui si trovano i braccianti a Nardò, “ l’ennesimo anno”.

Sono arrivati già a maggio e continuano a dormire su giacigli di fortuna, su “materassi e in ripari fatiscenti, in casolari dispersi nelle campagne”, dicono dal sindacato, che stigmatizza come “per l’ennesimo anno, l’amministrazione comunale non abbia allestito per tempo alcuna struttura in grado di offrire dignitosa accoglienza ai lavoratori, in tempo utile per prevenire l’utilizzo dell’area dismessa denominata ‘ex falegnameria’, sempre più insicura e affollata da persone”.

Cgil e Flai sono dure contro l’amministrazione di Marcello Risi: “abbiamo sempre ritenuto inadeguato lo spazio, comunque non ancora allestito, individuato dall’Amministrazione comunale quale zona sosta dei lavoratori, perché privo di ombreggiatura e con un esiguo numero di tende che, in caso di pioggia, non forniscono alcun riparo per le persone e gli oggetti. Tale situazione”, spiegano, “pone concretamente un allarme di natura igienico sanitaria e favorisce illegali procedure di reclutamento della manodopera da parte dei caporali a unico beneficio delle imprese agricole che vi fanno ricorso”.

A nulla sono valse le richieste di introdurre soluzioni non di emergenza, “in quanto – denunciano – è stato disatteso da parte del Comune Capofila l’impegno di convocare in tempo utile il Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Sociale di Zona per ricercare, in una logica di condivisione partecipata, azioni che coinvolgessero anche le altre amministrazioni comunali dell’Ambito Sociale 3”. Anche per questo si chiede al prefetto di convocare un’apposita riunione con le Organizzazioni Sindacali. 

 

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