Trivelle, ai Sindaci in sciopero della fame man forte dalla Sicilia

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CAPO DI LEUCA-  Ai sindaci del Capo di Leuca, al secondo giorno di sciopero della fame contro le trivelle, arriva man forte dalla Sicilia. Il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Giuseppe Compagnone, chiede di fare fronte comune, dopo aver depositato nelle scorse ore in Commissione Ambiente le osservazioni al Decreto attuativo che completerà il recepimento della Direttiva europea sulla Sicurezza delle operazioni in mare.
La richiesta di moratoria per le istanze ancora pendenti e quella di revoca delle autorizzazioni rilasciate a giugno diventa, quindi, sempre più trans-regionale.

“I titolari delle concessioni devono possedere i requisiti previsti dalla direttiva 30 dell’Unione Europea (quella messa a punto sull’onda del drammatico sversamento nel Golfo del Messico) che il Parlamento ha recepito a ottobre ma che diventerà operativa in questi giorni dopo che il governo avrà finalmente emanato il decreto attuativo. il problema – denuncia Compagnone – è che il governo tra l’ottobre scorso e oggi ha pensato bene di prevedere nell’articolo 38 dello Sblocca-Italia la possibilità del rilascio di un titolo concessorio unico per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Un titolo che naturalmente non è dovuto sottostare ai criteri stringenti richiesti dall’Europa”.

Spaventa l’utilizzo della tecnica dell’Air Gun, gli spari di aria compressa sul fondale marino attraverso i quali decodificare la presenza o meno di giacimenti di petrolio.

I primi cittadini di Castrignano del Capo, Salve, Patù e Morciano di Leuca non mollano e si sono rincontrati in mattinata a Leuca per rifare il punto della situazione. A loro il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha chiesto di sospendere lo sciopero della fame. Intanto, ci si prepara per il 15 luglio, quando a policoro la mobilitazione sarà serrata.

 

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