Pd salentino nella bufera, indagine su Arif e presunti voti di scambio

LECCE- L’inchiesta  su un presunto voto di scambio  alle elezioni regionali del 31 maggio è in mano alla Finanza. Il procuratore aggiunto Antonio De Donno ha delegato il militari  del nucleo di polizia tributari a verificare quanto denunciato in un esposto anonimo arrivato in procura. Nell’indagine non ci sono indagati, ma dai nomi che vengono tirati in ballo nell’esposto è chiaro che si tratta di una battagli politica nel Pd, una guerra senza esclusione di colpi. 
Giuseppe Taurino, direttore generale dell’ Arif, l’agenzia per le attività irrigue e forestali della regione, in campagna elettorale si sarebbe schierato a sostegno di Blasi. Secondo la tesi dell’esposto In cambio del voto a questo, avrebbe fatto assunzioni nell’agenzia Srif: sarebbero  250 i nomi e la maggior parte sarebbero della della provincia di Lecce. Le assunzioni sarebbero state fatte attraverso un’agenzia interinale, senza nessun bando e tra gli assunti , ci sarebbe anche uno dei responsabili , o proprio il responsabile dell’agenzia stessa. Molti ipotetici beneficiari persone molto vicine al Pd, anche  amministratori di Nardò, Melpignano e della segreteria provinciale. Ci sarebbe anche un avvocato assunto all’Arif con le mansioni di operaio. 

Nell’esposto si parlerebbe anche del meccanismo  dell’indicazione di voto: sulla scheda S. Blasi, oppure Blasi. S una sorta di scambio di favori in quanto nel 2010, Blasi da segretario regionale del partito avrebbe sostenuto la nomina di taurino all’Arif regionale.

Accuse tutte da verificare sulla base di un esposto anonimo, che hanno scatenato un terremoto di commenti e reazioni. “Parlano di una campagna infamante da parte di chi probabilmente è rimasto deluso dall’esito delle urne”, dicono Blasi e Taurino che rigettano qualsiasi accusa rivendicando la correttezza  del loro operato. “Le assunzioni le abbiamo sempre fatte in primavera e in autunno”, commenta Taurino. 

“Non avendo avuto mai a mio carico alcun sospetto, né macchia, né indagine, né condanna, considero la reputazione e l’onorabilità il mio patrimonio più prezioso –tuona Blasi- Sul modo in cui sia nata la vicenda dell’esposto, e il conseguente rilievo mediatico che le viene dato, mi sono fatto un’idea, che per il momento credo sia giusto tenere per me. Ma ciò non vuol dire che sarò tollerante nei confronti di chiunque si azzardi, con ogni mezzo, sulla base di notizie da verificare, a coinvolgere la mia persona in racconti o suggestioni infamanti. Alle persone che mi sostengono, continua Blasi,  dico: il risultato elettorale che abbiamo ottenuto ha rotto degli equilibri, ha mandato all’aria i progetti di tante persone, ha suscitato malumori diffusi. Rallegratevene, perché vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di importante”. 

 

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