Rifiuti, cemento e corruzione verde: Puglia prima Regione per reati ambientali

BARI- Cemento, rifiuti, racket degli animali, archeotraffici e corruzione verde, legata alle energie rinnovabili: la fotografia del rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente restituisce una Puglia dal primato nero. Prima in Italia nella classifica delle illegalità ambientali, davanti anche alla Campania , con 4.499 infrazioni, il 15,4% di quanto accertato su tutto il territorio nazionale, 4.159 persone denunciate e 2.469 sequestri effettuati. Un dato che va letto anche al rovescio: significa non solo che qui si delinque più che altrove con reati legati all’ambiente, ma anche che qui la controffensiva delle forze dell’ordine è più intensa. Numeri e analisi sono stati presentati in mattinata a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza dei magistrati Ennio Cillo e Renato Nitti. Per il Salento, unica nota positiva è che le tre province di Lecce Brindisi e Taranto non sono in testa a quelle pugliesi che hanno fatto incetta di infrazioni.

Bestia nera resta il ciclo illegale dei rifiuti. Particolare attenzione da parte del NOE di Lecce, nell’anno 2014, è stata riposta sul fenomeno dei tombamenti abusivi su tutto il territorio salentino.

C’è poi la dimensione transnazionale della Puglia, cerniera tra l’Europa, i Balcani e il Medio Oriente, che l’ha trasformata in una base logistica per traffici transfrontalieri di rifiuti, soprattutto quelli diretti verso il sud est Europa e l’Estremo Oriente. Tra i porti italiani dove si sono avute più operazioni contro i flussi illeciti di materiali di scarto, rottami di auto e veicoli, scarti di gomma e/o pneumatici, ci sono anche Bari e Brindisi. abusivismo edilizio e truffe legate alla green economy fanno il paio con il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo) per cui la Puglia sale al secondo posto. Continua, ancora, lo scavo clandestino ad opera dei tombaroli tra i siti archeologici, con una leggera flessione: siamo al decimo posto per furti d’arte.

E dopo la presentazione del rapporto di Legambiente, i parlamentari e consiglieri regionali pugliesi del Movimento 5 Stelle chiedono l’istituzione da subito di una commissione regionale d’inchiesta sulle ecomafie. “Abbiamo già pronta la richiesta in merito – dicono – sarà tra i primi atti che depositeremo appena proclamati…Auspicheremmo – aggiungono – che gli amministratori responsabili di questo triste primato si scusassero e togliessero in fretta il disturbo ma la loro sfacciataggine non ha confini: chi amministra questa regione da dieci anni, commenta questo rapporto come il primato dell’efficienza tutta pugliese degli accertamenti di questo tipo di reati senza avere il minimo senso delle istituzioni.”

 

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