La Camera ignora 8mila agricoltori stagionali, a rischio sindacati: “Modifiche dl Xylella”

minerva

LECCE- Ottomila lavoratori stagionali rischiano di non maturare le giornate necessarie per accedere, innanzitutto, all’indennità di disoccupazione, a causa dei danni provocati dal disseccamento degli ulivi.
Nessun accenno alle loro sorti nel testo votato la scorsa settimana alla Camera per la conversione in legge del decreto. È per questo che i sindacati confederali alzano il velo sulle ripercussioni che potrebbero esserci, in vista della votazione il 7 luglio al Senato, il momento in cui tentare in extremis la deroga finora non accolta per l’estensione anche ai lavoratori dipendenti delle misure di calamità naturale, con il riconoscimento delle giornate non lavorate nel 2014, estese all’anno precedente se più favorevole.

Gli emendamenti presentati in fase di discussione sono stati tutti ritirati o respinti a seguito del parere sfavorevole da parte del Ministero del Lavoro. È il motivo per cui i segretari nazionali di categoria di Cgil,Cisl e Uil si sono ritrovati a Lecce, nella sede della Cgil, in mattinata, per denunciare la “disparità di trattamento da parte del governo tra le misure adottate per le aziende e la mancanza di interessamento per gli operai stagionali”. Sono oltre un terzo sui 22mila braccianti agricoli leccesi quelli impiegati nella fase di raccolta e molitura delle olive, rapporti di lavoro spesso di tipo avventizio. A questo si aggiunge ora il rischio del mancato reddito riveniente dalle prestazioni previdenziali. Un problema finora passato in secondo piano, ma per cui le organizzazioni sindacali chiedono un tavolo dei Ministeri del Lavoro e dell’Agricoltura e un osservatorio regionale ad hoc.

 

 

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