Docenti precari equiparati a quelli di ruolo: il tribunale condanna il Miur

LECCE- Sei insegnanti precari della provincia di Lecce avranno diritto alla stessa progressione retributiva dei colleghi con contratto a tempo indeterminato.
Lo ha stabilito il Giudice del lavoro del Tribunale di Lecce, che ha condannato il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca al pagamento “delle differenze stipendiali maturate in ragione dell’anzianità di servizio e corrispondenti al trattamento economico spettante a un docente con contratto a tempo indeterminato della stessa anzianità”. Il giudice ha riconosciuto agli insegnanti precari il diritto alla stessa progressione retributiva prevista per il personale docente con contratto a tempo indeterminato. Stessa anzianità di servizio, stessa retribuzione. Precari e non precari vengono equiparati, in linea con quanto stabilito, il 26 novembre scorso, dalla Corte di Giustizia Europea: i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato. Fu proprio la FLC CGIL ad inviare al ministero una diffida perché desse esecuzione alla decisione della III Sezione della Corte di Giustizia Europea.

Una sentenza come quella leccese si era già registrata a febbraio a Genova: il Tribunale del lavoro condannò il Ministero dell’Istruzione a risarcire per 500.000 euro 15 lavoratori precari che avevano fatto ricorso attraverso la Uil; un’altra a Patti, in provincia di Messina, e ancora a Crotone. Le sentenze contro l’abuso dei contratti a termine stanno interessando pian piano, a macchia di leopardo, tutta l’Italia.

 

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