Un film con il premio Oscar Sarandon: la svolta americana del magliese Luca Manganaro

MAGLIE- Scelto tra 1400 candidati per recitare accanto al premio Oscar Susan Sarandon. Il salentino Luca Manganaro sarà l’unico italiano del cast di Kid Witness, il film che uscirà nelle sale dal 2016, per la regia di Kevin Kaufman.
Per lui, 30 anni, trasferitosi dopo il liceo da Maglie a Roma e poi a New York, una pietra miliare per una carriera in continua ascesa. Interpreta Stefano, uno scassinatore che fa parte di una banda con a capo Gunner. E’ in continua competizione con l’altro membro del gruppo, Juan, e cerca di metterlo in cattiva luce con il boss. Impresa difficile, data la scarsa padronanza del mestiere da parte di Stefano, che è un convinto perfezionista del crimine e per questo fallisce di continuo. Quella di un maldestro criminale, insomma, la parte di Manganaro, in questa commedia in giallo che ha per trama la storia di Olivia, interpretata da Ripley Sobo (star di “Matilda”, il musical che ha avuto grande successo a Broadway), 10 anni, per caso la testimone involontaria del rapimento di una ragazza da parte dei tre misteriosi criminali. Nessuno crede a ciò che la bambina ha visto, ad eccezione della cinica e talentuosa detective Dotty (Susan Sarandon).

“Una grandissima esperienza – dice l’attore magliese –. Io ero nell`angolo che mi concentravo e mi preparavo per ogni scena. Lei era rilassata e sicura di sé o almeno così sembrava. Ho imparato moltissimo nel vederla all’opera. Ha una naturalezza infinita ed è molto alla mano”.

Per quel cast Luca Manganaro si è presentato con un biglietto da visita non da poco: dopo la laurea con lode al Dams di Roma, negli Usa ha lavorato al fianco di Susan Batson, attrice, produttrice e coach di star come Nicole Kidman, Tom Cruise, Juliette Binoche, Liv Tyler e Jennifer Lopez. Nella Grande Mela, ha avuto modo di spaziare dal teatro alle web series. Ora, la grande opportunità, con la pellicola che sarà distribuita all`inizio del prossimo anno nelle maggiori catene di cinema (AMC e Regal).

Un trampolino di lancio, certo. Ma senza dimenticare ogni sfida vissuta. “Gli Stati Uniti offrono grandi opportunità – rimarca Luca – ma non è semplice arrivare alla meta. Ci sono svariati siti dove vengono pubblicati degli annunci di casting. Il più delle volte, ci si propone ma non si viene mai chiamati per un provino. Visto che ci sono in media oltre un migliaio di candidature per ogni ruolo, viene spesso da chiedersi se ne valga la pena. Mi ha aiutato la mia determinazione. C’è anche un altro aspetto. Molti attori stanno attenti a non menzionare la spiritualità ma non sarei sincero se non dicessi che anche recitare ogni giorno il mantra buddista nam-myoho-renge-kyo mi ha aiutato a vincere la battaglia contro i miei dubbi interiori, per coltivare lo spirito di manifestare una vittoria che possa un domani servire da ispirazione per gli altri”.

 

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