Le acque contese restano alla società Terme Spa, il Comune a bocca asciutta

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SANTA CESAREA TERME- Le acque termali di Santa Cesarea restano in mano alla Terme spa. Il Comune, difeso dall’avvocato Silvestro Lazzari, resta a bocca asciutta. Con una doppia sentenza il Tar di Lecce ha respinto infatti il suo ricorso contro la Regione, difesa dai legali Leonilde Francesconi e Vittorio Triggiani,  e società. L’ente aveva impugnato il provvedimento con cui era stato escluso dal bando per l’ affidamento in concessione dello sfruttamento di acque termali, aggiudicato ad agosto, in via definitiva in favore della società “Terme di Santa Cesarea S.p.A.”, costituitasi a giudizio con l’avvocato Ernesto Sticchi Damiani.

E’ a quest’ultima che è stato rilasciato il rinnovo per altri vent’anni, a decorrere dal 30.07.2011, della concessione mineraria in corso sin dal 30.07.1991.

A dire il vero, il Comune di Santa Cesarea aveva già impugnato quel provvedimento dinanzi al Tar che, con sentenza, nel 2012 aveva accolto il ricorso, decisione confermata in appello dal Consiglio di Stato, perché la proroga automatica era in contrasto con le leggi sulla concorrenza. È per questo che la Regione è stata obbligata a porre in essere una vera e propria gara per lo sfruttamento del giacimento di acque, da aggiudicare mediante il criterio del prezzo più alto.

Il Comune ha impugnato nuovamente gli atti. Ed è stato poi escluso poiché la documentazione presentata è stata dichiarata inammissibile, perché, tra gli altri motivi, non erano “stati presentati i documenti previsti dal bando, né la cauzione, né la dichiarazione rilasciata da un istituto bancario, né la dichiarazione di avvenuto sopralluogo”. Il plico conteneva solo una nota a firma del sindaco e un piano generale di coltivazione e sulla base di questo il Comune chiedeva l’assegnazione della concessione in via preferenziale sulla base di una legge regionale del ’75 che attribuisce una preferenza in favore degli enti locali, i quali possono sub-concedere a terzi.

Per il Tar, invece, proprio visto che si deve procedere con gara, il Comune non può pretendere che gli venga riconosciuta una posizione di privilegio.

 

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