Rapine e incendi: “Viviamo nel terrore”. I cittadini di Torre Chianca chiedono aiuto

TORRE CHIANCA- La marina leccese di Torre Chianca come la terra di nessuno, alla mercè dei delinquenti. Furti, tentate rapine e incendi. I cittadini non ne possono più, sono terrorizzati e chiedono aiuto a politici e forze dell’ordine. 

In questo fotogramma, un momento dell’ultima rapina ai danni del negozio di generi alimentari del sig. Giuseppe Calisi. Da dieci giorni la situazione sta precipitando.

Cattura interno

L’associazione “Marina di Torre Chianca” denuncia la paura e il forte stato di agitazione diffuso tra commercianti e cittadini di Torre Chianca dopo la tentata rapina avvenuta nel pomeriggio di sabato scorso presso il negozio di alimentari e tabacchi del Sig. Calisi, l’ultimo colpo ai danni dello stesso esercizio commerciale, che solo nell’ultimo anno ha subìto un furto, un tentativo di furto e due tentate rapine. “Un intervento deciso delle forze dell’ordine per il controllo del territorio e per una maggiore sicurezza è ciò che i residenti chiedono all’unanimità e a gran voce. -scrive l’associazione- per non parlare di tutti gli altri episodi più o meno gravi che minano costantemente la serenità della marina leccese e che da dieci giorni stanno seminando il panico soprattutto tra i proprietari di alimentari e tabaccherie.

Nella salumeria, al momento della tentata rapina, era presente anche una mamma con tre bambini piccoli, e solo grazie alla reazione del titolare dell’esercizio, che è riuscito a mettere in fuga il rapinatore, non ci sono stati feriti, nonostante un cliente fosse stato preso in ostaggio dal malvivente. A concludere questo quadro a tinte fosche, l’allontanamento del rapinatore a bordo di una Fiat Uno bianca, rubata a Surbo, fino alle vicinanze del fiume Idume, dove la vettura è stata incendiata insieme ad una parte della macchia mediterranea.

Più volte abbiamo denunciato personalmente alle forze dell’ordine il dramma che viviamo quotidianamente per la mancanza di sicurezza – scrivono residenti e soci dell’associazione – e abbiamo chiesto a più riprese un incontro con il sindaco di Lecce, dal quale però non abbiamo mai ricevuto risposta. Siamo tutti vicini al Signor Calisi che, nonostante tutti i soprusi di cui è vittima, continua con grande forza di volontà la sua attività garantendoci tutti i servizi. Non smetteremo però di far sentire la nostra voce, auspicando un intervento a gamba tesa delle forze politiche e delle forze dell’ordine perché – concludono – anche noi abbiamo la necessità di tornare a dormire sonni tranquilli senza dover temere in ogni momento della giornata per la nostra incolumità e soprattutto per quella dei nostri figli”.

 

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