Buio fitto per le attività artigiane: 455 imprese chiudono i battenti

LECCE-La flessione in provincia di Lecce, in un anno, è del 2,4 per cento; un dato più allarmante rispetto al quadro regionale si registra solo nel Foggiano con una diminuzione del 3,6 per cento.
Il dato, diffuso da Confartigianato Imprese Puglia e riguardante il primo trimestre 2015, è relativo alle imprese artigiane costrette a chiudere i battenti, e la provincia di Lecce si aggiudica un non confortante secondo piazzamento con 455 realtà produttive che hanno gettato la spugna. Per dare la misura dell’incidenza sull’intero territorio regionale, la provincia salentina rappresenta il 25 per cento delle imprese artigiane con 18.165 unità su 71.867 totali. Il saldo in rosso su base regionale è dovuto, principalmente, alla perdita di ben 834 ditte di costruzioni (da 25.510 a 24.676), pari ad una flessione del 3,3 per cento. Seguono le attività manifatturiere che hanno perso 430 unità, con un decremento del 2,5 per cento.

Negativo anche l’andamento del commercio all’ingrosso e al dettaglio, che comprende per la maggior parte aziende impegnate nei servizi alle persone ed alle imprese (meno 98 aziende, pari ad un tasso negativo dell’1,5 per cento) e del settore dei trasporti che registra un calo del 2,4 per cento (96 unità in meno).

«Drammatico risulta ancora una volta il dato relativo alle imprese edili, il cui stato – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – si ripercuote in maniera diretta su tutte le attività connesse: in Puglia l’intero comparto delle costruzioni ha perso negli ultimi sei anni ben 63.500 occupati. E’ necessario mettere gli imprenditori pugliesi nella condizione di intercettare un contesto economico che mostra i primi timidi segnali di crescita: semplificazione della burocrazia, alleggerimento degli oneri burocratici, accesso al credito, –conclude Sgherza – sono gli ingredienti imprescindibili dell’unica ricetta in grado di garantire alle aziende artigiane di agganciare la ripresa».

 

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