Xylella, la controproposta di Federbio: “No fitofarmaci, si a distretto biologico”

LECCE- Sull’emergenza ulivi, arriva la controproposta di Federbio: “una strategia di prevenzione del disseccamento collegata al Piano di Sviluppo Rurale Regionale”. La Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica la illustrerà domani a Sternatia, nell’incontro tecnico al quale è prevista la partecipazione del presidente nazionale Paolo Carnemolla. Il documento di proposte è stato inviato alle autorità europee, nazionali e regionali e mira ad “adottare su vasta scala le tecniche e i prodotti ammessi in biologico per contribuire a una lotta efficace al vettore della Xylella ma anche a una gestione degli uliveti e del territorio che ripristini condizioni ottimali per evitare altre patologie”. Si immagina, dunque, una riqualificazione del territorio per renderlo “un distretto biologico”.

“FederBio – dicono dall’associazione – non condivide l’alternativa dell’uso massiccio di trattamenti con prodotti chimici di sintesi, previsti nel piano Silletti, che possono solo contenere l’insetto vettore del batterio senza debellarlo, oltre al fatto che in questo modo le aziende biologiche presenti nell’area verrebbero esposte al rischio grave di deriva dei trattamenti chimici il cui impatto sarebbe quindi dannoso per tutta l’economia della zona, oltre che per le popolazioni”.

Sono 860 le aziende bio del Leccese con 15.199 ettari coltivati, 700 quelle brindisine con 9.758 ettari.

 

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