Xylella: consentito bruciare ramaglie, ma le scintille innescano incendi di alberi

LECCE- L’emergenza Xylella, dal 24 giugno scorso, fa sì che ai contadini sia consentito bruciare ramaglie e residui di potatura nel proprio campo. È una deroga al divieto imposto dalla legge. Una deroga resa necessaria dal fatto che non si possano muovere, spostare dal luogo di origine, piante e parti di esse potenzialmente malate e quindi vettori del batterio, che potrebbe contagiarne altre al di fuori dell’area indicata come infetta. Ma, con il forte vento di questi giorni, sono diversi i casi in cui devono intervenire i vigili del fuoco.
La pratica di accendere fuochi, “facendo pulizia” da soli in campagna, oltre il limite consentito, è stata vietata non solo per il danno ambientale dovuto ai fumi sprigionati dalla combustione, ma anche per limitare il rischio di incendi.

E proprio questo sta accadendo in questi giorni di vento abbastanza sostenuto -prima scirocco ed ora tramontana-: numerosi e necessari sono stati gli interventi dei vigili del fuoco un po’ in tutta la provincia di Lecce a causa di scintille “volate” su piante ed alberi sani, che si incendiavano di conseguenza. Nel momento in cui più che mai il Salento difende la propria natura, è un altro paradosso che si registra. Ma finora il peggio si è evitato grazie al tempestivo lavoro dei pompieri.

 

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