Terremoto giudiziario sul Comune sciolto per mafia, 14 arresti: anche l’ex sindaco di Cellino

CELLINO SAN MARCO- Il 18 aprile 2014, il comune di Cellino S.Marco fu sciolto per condizionamento mafioso con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’ Interno. A quasi un anno dal provvedimento sul comune si abbatte un terremoto giudiziario: nella notte sono finiti in carcere gli amministratori che proprio in quel periodo avevano guidato il comune, come l’ex primo cittadino, Francesco Cascione, avvocato penalista, di Forza Italia e Gabriele Elia, ex assessore , da poco nominato da Luigi Vitali vicecommissario provinciale di Forza Italia. 

Lo stesso Vitali ha comunicato la sospensione dall’incarico. I carabinieri lo hanno arrestato nella tenuta Curtipetrizzilandia di Albano Carrisi, dove risiede.

L’operazione, condotta dai carabinieri di Brindisi, che ha portato all’arresto di 14 persone, 3 delle quali al momento irreperibili, ha raggiunto anche Lecce con l’ordinanza di custodia cautelare per gli imprenditori Tommaso Ricchiuto, titolare della Igeco, attualmente all’estero, Bruno Alfredo Bruno, di Calimera, geometra della Igeco e Antonio Vincenzo Fasiello, di Strudà, dipendente del Genio civile. Gli altri arrestati sono Francesco Francavilla, Antonio Cozzoli, Omero Molendini Macchitella (segretario cittadino FI),  gli ex assessori Gianfranco Quarta,  Gianfranco Pezzuto e l’ex vice sindaco Corrado Prisco, il geometra comunale Ionni Pagano, Angelo Lippolis, Giuseppe Gigante.

I reati contestati nell’operazione “Do ut des” , espressione latina che significa do per ricevere, sono contro la pubblica amministrazione:associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia. Secondo gli inquirenti l’ex sindaco era a capo di una organizzazione criminale che pilotava sistematicamente gli appalti ed i concorsi comunali, in cambio di tangenti. Il consiglio comunale fu sciolto dopo la dettagliata relazione della commissione d’inchiesta presieduta dal prefetto Nicola Prete e che mise in luce quello che non andava nella gestione pubblica di Cellino. L’ordinanza in molti punti la ricalca.

Uno degli arrestati è ritenuto vicino alla Scu. Lo stesso sindaco, 42 anni, era sotto controllo per aver partecipato al funerale di un mafioso e per aver autorizzato un pregiudicato a stabilirsi presso delle strutture comunali.



 

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