Lavori al porto di S.Foca fermi al palo, l’allarme dei pescatori: “Gravemente danneggiati”

SAN FOCA- Chi ce lo segnala, lo presenta come “un grave problema che riguarda tutta la marineria del porto di San Foca”. Si tratta dei lavori di messa in sicurezza dell’area portuale destinata ai pescatori professionali, che non sono ancora finiti. Gli interventi riguardano le grotte date in concessione ai pescatori per il deposito di attrezzature da pesca , la sostituzione del pontile esistente, il posizionamento di una gru per il varo, l’alaggio per la piccola manutenzione delle barche, la realizzazione di alcuni moduli da utilizzare come punto di primo soccorso , altri da usare come magazzini per la produzione di ghiaccio, “con l’ impegno, da parte dell’ amministrazione del Comune di Melendugno, attraverso un protocollo d’ intesa del 13/02/2012 sottoscritto unitamente alle due cooperative di pesca operanti all’interno del porto, che la gestione di tali opere, una volta realizzate, dovrebbe essere delle due cooperative”.

Le opere sarebbero a tutto vantaggio dei pescatori, i soldi arrivano infatti dal F.E.P -il Fondo europeo per la pesca-. Però “I lavori iniziati i primi giorni di Novembre 2014 dovevano essere consegnati a metà Aprile 2015 e, allo stato attuale, ancora è stato fatto poco o niente – denuncia Cosimo Montinaro, presidente della cooperativa di pescatori “La folgore”- I pescatori attualmente sono ospiti all’interno di concessioni demaniali e circoli vari in ordine sparso e ancora per pochi giorni poiché, con l’ avvicinarsi della stagione estiva, gli stessi devono liberare tali spazi perchè i titolari delle concessioni ne hanno bisogno.

Inoltre -continua- in virtù dei lavori che si dovevano ancora effettuare all’interno delle grotte, sono state depositate all’aperto, presso una concessione demaniale, tutte le attrezzature da pesca che allo stato attuale risultano essere vetuste in quanto sono state esposte agli agenti atmosferici durante tutto il periodo invernale. A questo si aggiunga il danno economico per il mancato guadagno per la vendita del pescato”. Ecco perché Montinaro fa sapere di aver protocollato tre richieste al comune “senza mai ricevere risposta”.

 

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