PESCE D’APRILE – Perrone: ”Candidatemi o mi dimetto subito”. Stefano: ”Mi candido contro Emiliano per Nichi ed i 10 anni di buon Governo”

BARI- Terremoto nelle coalizioni. Rompono gli indugi per reagire alle polemiche interne. Nel centro destra Perrone, dall’altra parte Dario Stefano. Il primo convinto di risolvere la diaspora tra ricostruttori e berlusconiani. L’altro stufo di sentire continui attacchi dal suo ex sfidante alle primarie del 30 Novembre.
Perrone amico di Cattaneo, berlusconiano doc, ma uomo di Fitto a Lecce. Più di un anno fa pretendeva di correre per la presidenza della Regione Puglia dopo che Fitto preferì non candidarlo alla Camera per non metter a rischio gli equilibri interni e le garanzie della squadra di Palazzo Carafa. Negli accordi tra la famiglia Perrone e quella dell’ex Ministro, l’inserimento del suo nome per le prossime elezioni politiche ma, alla luce delle guerre interne, Paolo Perrone rompe il silenzio e rompe gli equilibri interni alla sua componente. “Sono il Sindaco azzurro più votato in Puglia, non ho detto nulla in questa polemica tra Raffaele e Vitali, non intendo sacrificare ancora la mia persona”, non lascia trasparire risentimenti ma specifica” se Raffaele avesse preteso ,prima di queste polemiche, le primarie per individuare il candidato Presidente, avrei partecipato e probabilmente vinto ma non l’ha fatto per ovvii motivi”.

Non chiarisce quali potessero esser gli ovvii motivi ma sentenzia “oggi staremmo realmente correndo per riconquistare la Presidenza della Regione, caro Raffaele sono un ricostruttore ma non demoliamo tutto. Questa volta non farò un passo indietro”. Perrone è netto ed annuncia da subito una conseguenza: “Se non si dovesse trovare l’unità sul mio nome Sappiano che dovranno trovare anche un candidato sindaco per Lecce, perché se non sono apprezzato, e non è apprezzato questo mio sforza, preferisco chiudere la parentesi politica tornare a fare l’imprenditore ed attendere, magari, le prossime elezioni politiche. “Aspetterò, conclude Perrone, 48 ore e poi mi dimetterò da Sindaco di Lecce. Il mio non è un aut aut ma mi dovranno spiegare perché non sarei in grado di esser il Governatore di Puglia e, principalmente, dirmi il perché del No sul mio nome essendo amico di Cattaneo, berlusconiano doc, ed amico fraterno di Raffaele”.

Quanto deciso dal primo cittadino di Lecce sarebbe stata l’ennesima goccia favorevole per Michele Emiliano se questo non avesse registrato l’eclatante novità nella sua coalizione. Il senatore Dario Stefano, probabilmente stimolato dal Governatore uscente, ha deciso di candidarsi rompendo l’alleanza a sinistra. Già nei giorni scorsi Vendola, in occasione di una conferenza stampa barese , aveva balenato questa tentazione ma forse non convinto dell’appoggio del suo ex assessore dell’agricoltura non rischio la sua terza discesa in campo e, poco convinto , di superare da solo lo sbarramento della legge elettorale.

Il momento della decisione sarebbe stato una cena nella capitale quando i due, forti del 34% conseguito alle Primarie, e stufi delle continue polemiche ed allusioni di Michele Emiliano hanno partorito la scelta: Dario Stefano candidato Presidente e due liste al seguito La Puglia in più e Sel certi, in tal modo, di riunire tutti gli scontenti del Pd e quanti si erano dimostrati critici per la non presentazione della lista di Sinistra Ecologia e Libertà. Ad ora sembra completamente riaperta la corsa per la futura Presidenza della Regione Puglia.

 

 

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