Abusi edilizi, sigilli al Parco Gondar di Gallipoli

GALLIPOLI- La guardia di finanza di Gallipoli ha messo i sigilli al parco Gondar di Gallipoli, una delle strutture più note e frequentate dell’estate salentina, punto di ritrovo per gli appassionati di musica raggae, hip hop, ska, una delle aree concerti più grande del sud Italia. Circa 30 mila metri quadri di struttura nei pressi del mare gallipolino, tra interni ed esterni, finiti sotto sequestro probatorio disposto dai pm Antonio Negro ed Elsa Valeria Mignone ed eseguito dai militari delle fiamme gialle che hanno condotto le indagini per circa un anno.

Quello che viene contestato è in primo luogo l’arbitrario cambiamento della destinazione d’uso dell’area. Gli altri reati contestati sono l’occupazione abusiva di demanio marittimo: senza alcuna autorizzazione da parte della capitaneria, le strutture esterne del parco avrebbero invaso zone non di competenza. I sigilli hanno riguardato l’intera struttura: la zona concerti, il bar, i diversi padiglioni.

Stop quindi a qualsiasi attività e ad ogni evento musicale sino a prossimo provvedimento. Il giudice infatti non ha concesso la facoltà d’uso. I rappresentanti delle società che gestiscono il parco sono al momento gli unici due indagati. “Siamo fiduciosi di poter dimostrare la totale regolarità di tutte le autorizzazioni amministrative e riteniamo che questi controlli siano uno strumento per salvaguardare le attività lecite, da quelle illecite” – spiegano i titolari. Il Parco Gondar, già riconosciuto come S.T.R.E. (struttura turistica ricettiva esistente), nasce laddove sin dal 1973 esisteva il parco giochi Smile, quindi, non ci sarebbe nessuna irregolarità nella destinazione d’uso, secondo i gestori, che sono assistiti dagli avvocati Pietro Quinto e Francesca Conte. La struttura, infatti, è stata acquistata nel 2007, quando era già munita di tutti i titoli edilizi. “Gli atti adottati dal Comune di Gallipoli nel corso degli anni hanno legittimato la destinazione e dimostrano che l’operato dei gestori è sempre stato regolare”- spiegano i titolari.

 

 

 

 

 

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