Tap: distanze di sicurezza da aumentare del 50 per cento. Si concederà la deroga?

SAN FOCA- Il gasdotto Tap dovrebbe aumentare del 50 per cento le distanze di sicurezza lungo il suo percorso di otto chilometri nell’entroterra di Melendugno. A metterlo per iscritto è la Direzione Regionale dei vigili del fuoco, il cui comitato tecnico di prevenzione incendi, nella riunione del 4 marzo scorso, ha preso in esame la documentazione trasmessa dal comando provinciale di Lecce.
Non è un dettaglio, perché in alcuni tratti, a destra e a sinistra rispetto al metanodotto che si incunea nelle campagne, sorgono abitazioni e aziende che, a questo punto, rischiano di ricadere appieno entro la fascia di rispetto che andrebbe prevista. Lo documentarono le nostre telecamere, nell’estate di due anni fa: una vicinanza di pochi metri.

La nota arriva alla vigilia della discussione al Tar Lazio del ricorso presentato dalla Regione Puglia sull’applicabilità della normativa Seveso relativa al rischio di incidenti rilevanti e sulla determina dirigenziale con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha rimesso la decisione sulla Via nelle mani della Presidenza del Consiglio dei ministri. Arriva, però, anche all’indomani dell’esplosione del gasdotto abruzzese a causa del maltempo. Un’altra storia? Probabile, ma la richiesta di garanzie si fa più pressante. Il comando regionale ha condiviso le valutazioni favorevoli espresse da quello provinciale sul progetto, in questa fase di nulla osta di fattibilità, aggiungendo però ulteriori osservazioni.

Si richiede, ad esempio, di indicare il tipo di acciaio da usare e il “carico unitario di snervamento minimo” che definisce le caratteristiche di resistenza meccanica del materiale previsto per la realizzazione del metanodotto. Ma il vero nodo resta quello delle distanze, che in relazione alle caratteristiche dimensionali della tubazione, in base al decreto ministeriale del 17 aprile 2008, andrebbero aumentate del 50 per cento, “condizione che dagli elaborati tecnici proposti pare non sempre rispettata”.

Il motivo è tecnico: secondo i vigili del fuoco, essendo il gasdotto privo di sfiati, non può essere ritenuto di categoria D, il meno pericoloso, come attestato dalla società. Di conseguenza, la diversa classificazione fa aumentare le fasce di sicurezza. E con le case, le aziende, gli stabilimenti balneari più prossimi, che si fa? Quali pericoli corrono? Andrebbero evacuati?

In coda alla nota dei vigili del fuoco si fornisce la soluzione: “Si ritiene che il superamento della non conformità debba essere formalmente condotto col ricorso all’istituto della deroga”. Spetterà al governo, dunque, prendersi la responsabilità di bypassare le misure a tutela della sicurezza delle persone.

..E Tap segnala, rispondendo alle richieste, che lo spessore dei tubi d’acciaio è pari a 27, 2 millimetri, quindi anche se per poco, non è necessario per Tap maggiorare le distanze della condotta dai fabbricati.

 

 

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