“Licenziato perchè malato”. E’ stato contattato dall’azienda, si apre uno spiraglio

BRINDISI- E’ stato contattato dall’istituto di vigilanza da cui è stato licenziato e in giornata dovrebbe avere delle novità. Marito, padre di due figli di 15 e 6 anni e con un tumore al cervello da combattere. Tre interventi eseguiti a Milano, l’ultimo dei quali gli ha dato modo di rimuovere l’85 per cento della massa tumorale. Ma ora si ritrova senza lavoro. La colpa? Troppi giorni di malattia.
Questa la storia di Vincenzo Giunta, 46 anni, guardia giurata da sei di un istituto di vigilanza locale. Nella lettera di licenziamento gli si contesta di aver sforato la soglia del periodo di comporto prevista dal contratto nazionale di lavoro di riferimento, pari a 240 giorni “per le malattie riferibili a più episodi morbosi”. Ora al suo fianco è sceso in campo il sindacato Fisascat-Cisl reputando “ingiustificabile la decisione del licenziamento”. Da qui l’inizio di una battaglia legale per chiederne la revoca.

“Non combatto solo per me ma combatto per la mia famiglia e per tutti gli altri malati di tumore che a volte vengono lasciati soli ed emarginati”. Così Enzo al telefono. “Purtroppo quando ci si trova a a combattere per questi mali bisogna volare al Nord e bisogna avere dei soldi per affrontare tutto”.

Durante questa battaglia che lo ha portato a Milano per subire tre interventi di microchirurgia, l’azienda non l’ha mai contattato: “Per loro sono solo un numero”, dice Giunta. “solo i miei colleghi hanno preso a cuore la mia situazione facendo persino una colletta”. E ora senza lavoro la situazione si complica anche perchè lo attende un nuovo mese a Milano per affrontare diverse sedute di radioterapia.

Il signor Vincenzo chiede rispetto, chiede aiuto….Intanto è corsa di solidarietà anche su Facebook, mentre in giornata si attendono notizie dall’istituto di vigilanza.

 

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