Annullare controllo emissioni odorigine? L’ira dell’Arpa: “Indietro di 16 anni”

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BARI- Non controllare più le emissioni odorigene, i cattivi odori persistenti, che provengono da impianti industriali, di trattamento rifiuti, depuratori, sansifici, raffinerie: si può? In Puglia rischia di accadere, dopo che, il 4 marzo scorso, la V Commissione regionale ha approvato un disegno di legge, di cui è primo firmatario il consigliere del Pd brindisino Giovanni Epifani, per abolire quella attività di controllo.
La denuncia arriva direttamente dal direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, in una lettera aperta indirizzata al governatore Vendola e al presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna.

“E’ un atto di sapore reazionario, che farebbe arretrare la governance pugliese di almeno 16 anni – dice, durissimo, Assennato – . Inopinatamente, la V Commissione ha approvato un progetto di legge che prevede la sospensione degli artt. 1 e 1 bis della L.R. n.7/99, annullando, di fatto, la validità della normativa in questione, senza tener alcun conto della proposta approvata congiuntamente da Assessorato Regionale all’Ecologia e ARPA Puglia. Tale sospensione, definita irritualmente per via legislativa, rappresenta una complessiva deregolamentazione delle emissioni odorigene in atmosfera”.

Non è un dettaglio: nel Leccese, lo scorso anno, la Procura ha disposto il sequestro degli impianti di biostabilizzazione di Poggiardo e Cavallino proprio sulla base delle lamentele su questo punto e da lì sono stati avviati i controlli. E poi, “chi andrà ad informare i cittadini di Taranto – chiede Assennato – che così viene meno l’unico riferimento normativo in base al quale l’attività di monitoraggio delle sostanze odorigene, svolta da ARPA, poteva condurre a concreti interventi di mitigazione?”.

È la ragione dell’appello inusuale quanto potente che Assennato rivolge a Vendola e Introna, “per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, piuttosto che gli interessi di pochi soggetti inquinatori”.

 

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