Xylella, “un milione di ulivi infetti” ma per i test scientifici sono solo 234

LECCE- Ormai la linea pare tracciata, irreversibile: nel giorno in cui il commissario straordinario Giuseppe Silletti presenta a Roma la bozza del suo piano d’azione, si sa che la fascia di eradicazione degli ulivi aumenterà da 1 a 15 chilometri. Alberi da espiantare. Si comincia con 20-30 mila piante, ha annunciato Silletti a Racale, la scorsa settimana. “Un milione di ulivi colpiti” ha, invece, ripetuto più volte Donato Boscia, al timone della ricerca su Xylella tramite l’Istituto di virologia vegetale del Cnr di Bari. 

Affermazioni autorevoli, che vengono, però, messe in crisi dall’unico documento ufficiale in cui vengono riportati i dati scientifici sul contagio del batterio da quarantena. È stato pubblicato appena due giorni fa, il 4 marzo scorso, ed in nostro possesso. Ve lo mostriamo per la prima volta: è la “Relazione finale di audit effettuato in Italia dal 18 al 25 novembre 2014 al fine di valutare la situazione e i controlli ufficiali in relazione alla Xylella fastidiosa”. A mettere tutto nero su bianco sono gli ispettori della Dg Sanco, la Direzione generale salute e consumatori, della Commissione Europea, che nel Salento sono venuti, appunto, in quel periodo.

Lo ripetiamo: poiché altre notizie certe non sono diffuse, analisi alla mano, dalla Regione Puglia, questo è l’unico dato inoppugnabile. Per rilevare Xylella fastidiosa nei tessuti vegetali, com’è noto, vengono effettuati test ELISA, condotti dal laboratorio Basile Caramia di Locorotondo, seguendo un protocollo elaborato dall’Istituto di virologia vegetale, dal Cnr e dall’Università di Bari. “Tutti i risultati positivi vengono sottoposti poi a conferma presso il laboratorio di riferimento a Bari”. Sono elaborati in media 150 campioni al giorno, che il Servizio fitosanitario regionale paga 10 euro ciascuno.

Eccoli i numeri: tra novembre 2013 fino ad aprile 2014, su 7639 campioni prelevati, sono risultati positivi a Xylella fastidiosa solo 234 olivi, 2 oleandri e 6 piante di polygala. Zero positivi invece sui 4470 test svolti nelle piante in vivaio.  Dopo aprile 2014 e fino al momento dell’audit, cioè fine novembre, sono state certificate zero piante positive a Xylella su un totale di 1141 campioni raccolti tra campagne e vivai.

Tirando le somme, ad oggi l’unico dato scientifico certo, certissimo, al di là dei proclami, delle stime e delle valutazioni non dimostrate, è questo: su un totale di 13.250 test volti in un anno, le piante su cui è stata riscontrata Xylella fastidiosa sono solo, complessivamente, 242. Non un milione. Né 30mila alberi. Anche perché i test in totale effettuati ad oggi si aggirano attorno ai 16mila.

Delle due l’una: o gli alberi seccano anche per altro, ad esempio per l’azione dei funghi, o quei numeri annunciati non hanno base scientifica. Non è un dettaglio. Non lo è soprattutto ora che le motoseghe stanno per accendersi e abbattere piante ritenute pericolose proprio perché avrebbero al loro interno il patogeno da quarantena. E a questo punto la domanda è una sola: può davvero permettersi il Salento di sradicare migliaia ulivi che con Xylella potrebbero non c’entrare nulla e farlo così, ad occhi chiusi?

Tiziana Colluto

 

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