Neoregionalismo, il Pd propone la Regione Salento

LECCE- “Nessun ente inutile e meno spesa pubblica: ecco l’Italia che guarda al futuro”. Il deputato PD Salvatore Capone presenta una proposta di legge costituzionale di “Revisione del Titolo V, Parte seconda – Neoregionalismo e riordino dello Stato”. È quello che ripete da anni, come un mantra, il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro, ma stavolta lo pronuncia, anzi lo mette per iscritto in una relazione di 62 pagine, Capone (primo firmatario), insieme ai parlamentari Rostan e Carella. 

“La nuova Italia? Nessun ente inutile, meno spesa pubblica, certezza delle competenze e un territorio diviso in 31 Regioni per una nuova organizzazione/armonizzazione delle funzioni e della governance verticale/orizzontale e un nuovo equilibrio tra Stato centrale, Regioni – Città Metropolitane, Unioni territoriali. Capace di non mortificare, anzi esaltare, autonomie e differenze, e dove troverebbero soluzione anche i problemi delle attuali Province e del loro personale. La proposta di legge muove da una precisa analisi dei tentativi riformatori dello Stato in materia di riordino della governance verticale compiuti in questi anni e dall’interlocuzione costante con il lavoro e la riflessione prodotti dalla Società Geografica Italiana”. Un testo che, afferma lo stesso proponente, “vuole essere un contributo tecnico e culturale al percorso avviato e alla discussione in atto nel Paese e nelle Camere.

Un modo per entrare sin da subito nel vivo di una materia resa ancor più magmatica dal riordino delle Province. Scrive infatti ancora il primo firmatario che per la redazione del Disegno di Legge si è avvalso della collaborazione e dell’esperienza di Luigino Sergio, già Sindaco, Direttore Generale di numerosi enti territoriali, Presidente di una Unione dei Comuni, esperto di organizzazione e gestione degli enti locali, autore di numerosi saggi sull’organizzazione e gestione amministrativa degli enti locali ed estensore di altre proposte di legge: «L’attuale tentativo di riordinare le Province, svuotarle di competenze ed espungerle dall’ordinamento costituzionale; gli sforzi profusi nei confronti dei Comuni, soprattutto quelli fino a 5mila abitanti, per permettere la gestione delle loro funzioni fondamentali in forma associata, evidenziano da un lato il fenomeno riformatore e dall’altro mostrano come l’esclusione della rivisitazione riformatrice delle Regioni abbia determinato un’azione monca del legislatore, lontana dall’approccio olistico, globale».

Quello che la Proposta di Legge mette in gioco con le sue 31 Regioni (“nessun ente inutile e un forte risparmio della spesa pubblica”, proprio riferendosi al lavoro effettuato dalla Società Geogafica Italiana), è un modello verticale tripartito (Stato – Regioni – Autonomie locali territoriali), dove l’aumento del numero delle Regioni risponde in realtà perfettamente ad antiche e nuove istanze, modellando anche una differente relazione tra Centro e periferie: “In questi anni abbiamo spesso registrato una dialettica, anche aspra, sulla questione delle competenze e il conflitto derivato dalle materie concorrenti lo dimostra. Non è sostenibile continuare a registrare contemporaneamente la presenza di più Italie in Italia, ed è evidente come ad una dinamica sostanzialmente anarchica debba sostituirsi il dispositivo della relazione tra autonomie”.

Ed ecco quali sarebbero le 31 Regioni:

1. Tanaro
2. Grande Torino
3. Valsesia/Piemonte settentrionale
4. Grande Milano
5. Insubria
6. Liguria
7. Garda
8. Dolomitia
9. Veneto
10. Friuli/Iulia
11. Emilia/Grande Bologna
12. Padania Orientale/Romagna
13. Tirrenia
14. Grande Firenze
15. Etruria 16. Umbria
17. Marche
18. Roma Capitale
19. Ciociaria
20. Abruzzo
21. Napoletano
22. Campania
23. Daunia
24. Puglia
25. Salento
26. Basilicata
27. Calabria
28. Sicilia Ionica
29. Sicilia Occidentale
30. Sardegna Settentrionale
31. Sardegna Meridionale

Il plauso di Pagliaro arriva immediatamente, sulla sua pagina Facebook: “COMPLIMENTI AL PD, A LUIGINO SERGIO, ALL’ON. CAPONE E ALTRI DEPUTATI CHE HANNO PRESENTATO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL NEO-REGIONALISMO CHE PREVEDE ANCHE LA NOSTRA REGIONE SALENTO”.

 

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