Lavori a rilento dopo la voragine di Gallipoli, famiglie sgomberate assediano il Comune

GALLIPOLI- Hanno i nervi a fior di pelle, dopo due settimane fuori di casa. Le famiglie che hanno vissuto l’incubo della voragine di via Firenze nel 2007, che hanno convissuto per otto anni con la paura dei muri che cedono, che il 15 febbraio hanno fatto armi e bagagli perché da qui sgomberate, loro adesso non concedono più tregua.
I lavori di messa in sicurezza per tamponare il grave pericolo crollo, per 600mila euro, avrebbero dovuto cominciare il 16 febbraio, invece la prima trivella è arrivata in mattinata, dopo le prime proteste. Ecco come si è vissuto finora in queste case. Ci fanno entrare, ci fanno camminare sul pavimento che scricchiola sotto i nostri piedi, ci fanno vedere il letto su cui ogni sera ci si addormenta dritti e ogni mattina ci si alza obliqui.
La rabbia porta tutti in municipio, per chiedere di incontrare il sindaco.

Non è un cantiere che può permettersi ritardi quello di via Firenze: il 30 giugno scade il contratto che le famiglie hanno firmato per i nuovi appartamenti, da luglio è impossibile sostenere le spese degli affitti d’oro dell’estate di Gallipoli. Lo sa anche il sindaco, che ha promesso 3000 euro a famiglia come indennizzo. La prima tranche di mille euro, però, avrebbe dovuto essere versata entro il 25. Niente. Fino, guarda caso, a questa mattina.

La promessa è fatta davanti alle nostre telecamere: entro mercoledì-giovedì l’accredito ci sarà. Altrimenti, tornerà il subbuglio.

 

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