Università, confermata la condanna in appello a Limone. Lui: “E’ accanimento”

LECCE- L’Appello non smentisce il primo grado. I giudici della seconda sezione penale confermano la condanna a 3 anni e 9 mesi di reclusione per peculato che il 18 giugno 2013 si abbattè in primo grado sul capo dell’ex Rettore dell’Università del Salento, Oronzo Limone.
Il numero uno dell’Ateneo finì nell’occhio del ciclone a seguito dell’inchiesta avviata dall’allora pm della Procura di Lecce Marco D’Agostino che accese i riflettori nel 2007 su uscite sospette relative a cene, viaggi e utilità varie di cui avrebbe approfittato a spese dell’Ateneo. A quell’inchiesta seguirono, nello stesso anno, le dimissioni del rettore che a luglio abbandonò il timone dell’Università.

Oggi i giudici della Corte d’Appello di Lecce si esprimono in coerenza con il pronunciamento dei colleghi che in primo grado inflissero a Limone una condanna di 3 anni e 9 mesi di reclusione, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Sotto la lente degli inquirenti finì tra gli altri anche l’ex capo di Gabinetto dell’Ateneo, Gianfranco Madonna oggi condannato a 4 anni di reclusione e Andrea Pasquino, il funzionario dell’Ateneo condannato in primo grado a due anni e tre mesi.

Netta la replica del diretto interessato: “Faremo ricorso, sono deluso e amareggiato per una condanna che ritengo ingiusta. L’esatta riproposizione dell’entità della sentenza emessa in primo grado mi fa dire che si tratta di un accanimento assurdo. Sono contento solo di un aspetto – conclude l’ex Rettore – che il prossimo processo non sarà a Lecce”.

 

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