Fanghi di depurazione riutilizzati in agricoltura, 26 ettari sotto sequestro

SCORRANO- I cattivi odori erano troppo insistenti per non tradursi in una raffica di segnalazioni: è così che i militari del Noe di Lecce hanno scoperto che i fanghi provenienti da diversi depuratori leccesi venivano scaricati in campagna. Ben 1600 tonnellate in poco più di un mese. In mattinata è scattato il sequestro preventivo su 26 ettari in contrada Masseria Nacrilli, a Scorrano. È da lì che i cittadini, per settimane, hanno notato un continuo andirivieni di mezzi pesanti e il sospetto che qualcosa non fosse in regola era stato sollevato anche dagli uffici comunali.

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno appurato che tra il 31 dicembre e il 3 febbraio scorsi, quel quantitativo di fanghi di depurazione è stato prima stoccato e poi sparso sui suoli agricoli, in violazione delle leggi in materia di riutilizzo agronomico di quelle sostanze. In particolare, non sono state osservate le fasce di rispetto dai pozzi d’acqua e dalle strade comunali esistenti.

Le ipotesi di reato sono di deposito incontrollato e smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi su suolo e nel sottosuolo. Due gli indagati, il legale rappresentate della ditta di autospurgo che ha effettuato lo spandimento dei fanghi e il conduttore del fondo. Si aggira attorno ai 150mila euro il valore complessivo dei terreni sequestrati. Ma, secondo gli investigatori, potrebbe emergere anche dell’altro, aspetti ancora da chiarire e al vaglio del Noe e dei carabinieri della locale stazione.

 

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