Al via il nuovo Anno Giudiziario: aumentano le liti, ambiente in primo piano

LECCE-L’impennata del contenzioso amministrativo nel Salento dice molto di quanto la macchina dello Stato continui ad incepparsi. In un anno, il solo Tar di Lecce ha registrato quasi mille ricorsi in più, passati dai 2286 del 2013 ai 3124 del 2014. E’ con questi numeri che il presidente del Tribunale di via Rubichi ha aperto la sua relazione, l’ultima per lui, nella giornata di inaugurazione dell’anno giudiziario 2015. Ha subito però spiegato che quel dato va letto oltre l’apparenza.

Potrebbe far pensare all’effervescenza dell’economia locale, mentre in realtà molte procedure non attengono che all’esecuzione di sentenze adottate dal giudice ordinario: quelle per condannare il Ministero della Giustizia per l’eccessiva durata del processo o il Ministero della Salute per i danni derivanti da emotrasfusioni di sangue infetto o altro.

Un’attività intensa, che ha portato a definire 3179 procedimenti, a dispetto di chi ha immaginato che un Tar periferico come quello leccese, con competenza anche su Brindisi e Taranto, potesse essere soppresso, in virtù del d.l. 90 del 2014.In primo piano, sempre di più, i temi ambientali ma anche quelli legati agli appalti pubblici, su cui, in quest’ultimo caso, si rischia tra l’altro uno “scippo” di competenze. 

Le due questioni s’intersecano in vicende di grande impatto sociale. Una tra tutte, appositamente citata, quella relativa alla statale 275. Lievitano, poi, le controversie sulla gestione dei rifiuti e i servizi di igiene urbana o, ancora, quelle sugli oneri di bonifica delle discariche abusive posti spesso a carico dei proprietari incolpevoli in modo errato da parte dei Comuni.

Ed è proprio sulla salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento che Cavallari ha lanciato il monito: “Questa tutela – ha detto – è spesso assicurata in modo distonico: in modo forte con i deboli e in modo debole con i forti (o i furbi)”. Non è un caso il riferimento ai casi di inquinamento industriale, figlio quasi sempre di contaminazioni storiche che aggravano la situazione. A chi spetta il risanamento? Per evitare lo scaricabarile, il Tar di Lecce ha sdoganato il principio per cui è responsabile ogni proprietario che, nel tempo, non abbia evitato l’aggravarsi dell’inquinamento. Non una cosa da poco, specie se calato nelle vicende relative all’Ilva o a Micorosa di Brindisi.

Poi, i contenziosi relativi alla salute, con le “perplessità” che rimangono sul fatto che non sia applicato “il criterio basilare della riforma attinente all’acquisto di prestazioni sanitarie dal settore pubblico e da quello privato in base a qualità e costo”. Cenno di riguardo anche alle liti che hanno portato a sbloccare le concessioni demaniali marittime, “con ovvie ricadute sulla situazione occupazionale”.

 

 

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