Tap, le ritardatarie risposte della Regione: Brindisi porto, Torchiarolo e Casalabate

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ROMA- Il Salento si è giocato a Roma le ultime carte per scongiurare l’approdo del gasdotto a San Foca. La Regione ha mantenuto la posizione annunciata nelle scorse ore proponendo la variante brindisina al progetto. Tre siti alternativi: Brindisi porto, Torchiarolo e Casalabate. Una proposta regionale che giunge in ritardo di due anni che ha destato più di qualche perplessità.

Tap farà la sua la valutazione su queste alternative, con acquisizione dei pareri dei comuni interessati, inoltre dovrà trasmettere una relazione al governo in cui dovrà indicare di quanto potrebbero slittare i tempi per fare tutte queste verifiche e per riavviare l’iter. Anche gli enti locali saranno chiamati a esprimersi su queste proposte.

Si sta facendo esattamente quello che Potì e Nicastro avevano chiesto di fare: ovvero un tavolo tecnico. Il prossimo incontro potrebbe. Nell’incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cui si è svolta la prima riunione di coordinamento con la Regione e gli Enti locali interessati dal progetto, si è cercato di verificare la possibilità di superare i contrasti emersi in sede di Conferenza di Servizi presso il Ministero dello Sviluppo economico.

“Incontro positivo” per i responsabili tap. La prima parte della riunione è stata impiegata per verificare tutti i passaggi e l’iter burocratico: è stato anche verificato che l’impianto Tap non è soggetto alla normativa Seveso. Chi la pensa in modo contrario dovrà rivolgersi alla magistratura amministrativa.

Al tavolo della Presidenza del Consiglio si sono seduti i rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e dei Beni culturali e poi del Dipartimento dei vigili del fuoco, di Regione Puglia, Comune di Melendugno e organismi vari, tipo Enel e Aqp, le cui opere in qualche modo si potranno incrociare con il costruendo gasdotto di Tap.

 

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